Ma il Ministero prosegue per la sua strada disattendendo le richieste dei cittadini e proponendo un orario di 27 ore settimanali.
Il 21 Ottobre una delegazione dei comitati nazionale si è presentata al Ministero della Pubblica Istruzione consegnando 155.000 moduli alternativi per l’iscrizione al prossimo anno scolastico 2009-2010.
Non è stata il Ministro Gelmini ad accogliere la delegazione ma il responsabile della segreteria del Ministro Gelmini, dott. Pasquale Capo, il capo del dipartimento Istruzione dott. Giuseppe Cosentino e il direttore del Personale Scolastico, dott. Luciano Chiappetta.
Nei moduli, autoprodotti dai Comitati, collegati in rete in tutta Italia, e sottoscritti dai genitori, sono previste solamente due possibilità orarie quella a 30 ore settimanali corrispondente all’attuale modello conosciuto come “modulo” in cui tre insegnati ruotano su tre classi e quella a 40 ore settimanali ovvero il “tempo pieno” con due insegnati per ogni classe. Queste sono le uniche scelte possibili secondo i comitati in difesa della scuola, in quanto consentono una specifica formazione degli insegnanti in un ambito culturale e dunque consentono agli alunni di apprendere da una persona competente.
Alla consegna di tali moduli è stato risposto dai responsabili del Ministero che l’impianto orario che verrà istituito per le prossime classi prime sarà quello a 27 ore nonostante le richieste dei genitori delle 30 ore raggiungano almeno il 50% e che il modello “tempo pieno”, garantito dalla Legge n. 176/2007, non verrà ampliato oltre il numero di classi quinte che usciranno alla fine dell’anno scolastico 2008-2009.
I Comitati di genitori-studenti-insegnanti in difesa della scuola pubblica sono nati in tutta Italia spontaneamente per contrastare e arginare gli effetti della legge Gelmini considerati lesivi del diritto ad una istruzione libera, pluralistica e professionalmente avanzata.
Il ritorno al maestro unico infatti viene giudicato dai comitati una sottrazione di professionalità e specializzazione ed un ritorno ad un modello incapace di offrire ai bambini quello stimolo intellettuale di cui hanno bisogno.
Il maestro unico rischia di essere preparato sommariamente in tutte le discipline.
Queste e tante altre considerazioni tecniche e pedagogico-educative hanno portato dall’ottobre scorso i Comunicati per la scuola ad organizzarsi per resistere ad una legge considerata ingiusta e letta soltanto come una sottrazione di fondi economici da destinare ad altro in una società che se si interessa della formazione è per diminuirne l’efficacia e soprattutto l’accesso ad una maggioranza di studenti che per continuare ad usufruire degli stessi orari dello scorso anno e di attività collaterali interessanti e di insegnanti specializzati dovrà rivolgersi alla scuola privata che godrà comunque di un sostegno economico ma per l’accesso alla quale è comunque prevista una retta, spesso irraggiungibile per lo stipendio di una famiglia media.
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Qui di seguito riporto il comunicato stampa diffuso dopo l’incontro dalla delegazione dei Comitati genitori-insegnanti
Roma , 23/03/2009 COMUNICATO STAMPA
di Delegazione genitori insegnanti
Al termine dell’incontro con i responsabili del Ministero le delegazioni che hanno portato a Roma le firme raccolte durante la campagna i iscrizione integrativa si sono riunite presso la sede del CIDI e hanno stilato il seguente comunicato stampa.
Nella tarda mattinata di sabato 21 marzo, per oltre due ore, una delegazione
di genitori provenienti da Emilia Romagna, Piemonte, Lombardia, Toscana,
Veneto, Lazio, Campania, in rappresentanza dei Comitati sorti in tutta
Italia fin dallo scorso autunno per difendere la scuola pubblica dai tagli
di 8 miliardi euro voluti e decisi dal Ministro Maria Stella Gelmini e dal
Ministro dell’Economia e Finanza, ha avuto un incontro con il responsabile
della segreteria del Ministro Gelmini, dott. Pasquale Capo, con il capo del
dipartimento Istruzione dott. Giuseppe Cosentino e con il direttore del
Personale Scolastico, dott. Luciano Chiappetta.
La delegazione, di cui facevano parte anche alcuni insegnanti, ha consegnato
personalmente al direttore generale per il Personale Scolastico, Dott.
Chiappetta, 155.000 copie dei moduli di iscrizione per l’a.s. 2009/10 a
testimonianza delle scelte effettuate dalla maggioranza delle famiglie
italiane; con tali moduli, infatti, i genitori dei bambini italiani che il
prossimo anno scolastico frequenteranno la scuola primaria hanno richiesto
un orario scolastico erogato secondo le modalità antecedenti alle modifiche
di legge apportate dal Ministro Gelmini.
A fronte di tale massiccia richiesta di una scuola pubblica di qualità da parte della società italiana, i funzionari del Ministero, pur invitando la delegazione ad un nuovo incontro nelle settimane prossime, hanno ribadito che per le classi prime a modulo gli organici verranno attribuiti sulla base di 27 ore settimanali per classe. Questo a dispetto del fatto che oltre il 50% delle famiglie abbiano richiesto il modello organizzativo a 30 ore.
D’altra parte, le classi a tempo pieno, già garantite dalla Legge n. 176/2007 del governo Prodi, non verranno incrementate se non in numero infimo.
Prendiamo atto una volta di più che il governo non intende ascoltare le richieste delle famiglie e del mondo della scuola e che la politica scolastica è dettata, in realtà, dalle imposizioni del Ministero
dell’Economia e delle Finanze e/o dalla determinazione di squalificare la scuola pubblica perché tale. In sintesi: meno tempo scuola, meno qualità didattica e pedagogica, meno diritti alla formazione per tutti e per tutte, e una società sempre più debole socialmente e a rischio di devianze giovanili, destinate a crescere e a diventare adulte con gli individui.*
Respingiamo con forza una politica miope che rifiuta di investire nel futuro dei cittadini e delle cittadine italiane e continueremo, a partire dalla pubblicazione della circolare sugli organici, ad opporci con determinazione alle sue pretese ed obiettivi.
Assemblea Nazionale dei Comitati Genitori-Insegnanti in difesa della scuola
pubblica di tutti e tutte, per tutti e tutte.
Roma, 22 marzo 2009
