Conseganti al Ministero dell’Istruzione 155.000 moduli alternativi per l’iscrizione al prossimo anno scolastico prodotti e diffusi dai Comitati spontanei in difesa della scuola pubblica

Ma il Ministero prosegue per la sua strada disattendendo le richieste dei cittadini e proponendo un orario di 27 ore settimanali.

Il 21 Ottobre una delegazione dei comitati nazionale si è presentata al Ministero della Pubblica Istruzione consegnando 155.000 moduli alternativi per l’iscrizione al prossimo anno scolastico 2009-2010.
Non è stata il Ministro Gelmini ad accogliere la delegazione ma il responsabile della segreteria del Ministro Gelmini, dott. Pasquale Capo, il capo del dipartimento Istruzione dott. Giuseppe Cosentino e il direttore del Personale Scolastico, dott. Luciano Chiappetta.
Nei moduli, autoprodotti dai Comitati, collegati in rete in tutta Italia, e sottoscritti dai genitori, sono previste solamente due possibilità orarie quella a 30 ore settimanali corrispondente all’attuale modello conosciuto come “modulo” in cui tre insegnati ruotano su tre classi e quella a 40 ore settimanali ovvero il “tempo pieno” con due insegnati per ogni classe. Queste sono le uniche scelte possibili secondo i comitati in difesa della scuola, in quanto consentono una specifica formazione degli insegnanti in un ambito culturale e dunque consentono agli alunni di apprendere da una persona competente.
Alla consegna di tali moduli è stato risposto dai responsabili del Ministero che l’impianto orario che verrà istituito per le prossime classi prime sarà quello a 27 ore nonostante le richieste dei genitori delle 30 ore raggiungano almeno il 50% e che il modello “tempo pieno”, garantito dalla Legge n. 176/2007, non verrà ampliato oltre il numero di classi quinte che usciranno alla fine dell’anno scolastico 2008-2009.

I Comitati di genitori-studenti-insegnanti in difesa della scuola pubblica sono nati in tutta Italia spontaneamente per contrastare e arginare gli effetti della legge Gelmini considerati lesivi del diritto ad una istruzione libera, pluralistica e professionalmente avanzata.
Il ritorno al maestro unico infatti viene giudicato dai comitati una sottrazione di professionalità e specializzazione ed un ritorno ad un modello incapace di offrire ai bambini quello stimolo intellettuale di cui hanno bisogno.
Il maestro unico rischia di essere preparato sommariamente in tutte le discipline.

Queste e tante altre considerazioni tecniche e pedagogico-educative hanno portato dall’ottobre scorso i Comunicati per la scuola ad organizzarsi per resistere ad una legge considerata ingiusta e letta soltanto come una sottrazione di fondi economici da destinare ad altro in una società che se si interessa della formazione è per diminuirne l’efficacia e soprattutto l’accesso ad una maggioranza di studenti che per continuare ad usufruire degli stessi orari dello scorso anno e di attività collaterali interessanti e di insegnanti specializzati dovrà rivolgersi alla scuola privata che godrà comunque di un sostegno economico ma per l’accesso alla quale è comunque prevista una retta, spesso irraggiungibile per lo stipendio di una famiglia media.

—————————————————————————————-

Qui di seguito riporto il comunicato stampa diffuso dopo l’incontro dalla delegazione dei Comitati genitori-insegnanti

Roma , 23/03/2009 COMUNICATO STAMPA

di Delegazione genitori insegnanti

Al termine dell’incontro con i responsabili del Ministero le delegazioni che hanno portato a Roma le firme raccolte durante la campagna i iscrizione integrativa si sono riunite presso la sede del CIDI e hanno stilato il seguente comunicato stampa.

Nella tarda mattinata di sabato 21 marzo, per oltre due ore, una delegazione
di genitori provenienti da Emilia Romagna, Piemonte, Lombardia, Toscana,
Veneto, Lazio, Campania, in rappresentanza dei Comitati sorti in tutta
Italia fin dallo scorso autunno per difendere la scuola pubblica dai tagli
di 8 miliardi euro voluti e decisi dal Ministro Maria Stella Gelmini e dal
Ministro dell’Economia e Finanza, ha avuto un incontro con il responsabile
della segreteria del Ministro Gelmini, dott. Pasquale Capo, con il capo del
dipartimento Istruzione dott. Giuseppe Cosentino e con il direttore del
Personale Scolastico, dott. Luciano Chiappetta.

La delegazione, di cui facevano parte anche alcuni insegnanti, ha consegnato
personalmente al direttore generale per il Personale Scolastico, Dott.
Chiappetta, 155.000 copie dei moduli di iscrizione per l’a.s. 2009/10 a
testimonianza delle scelte effettuate dalla maggioranza delle famiglie
italiane; con tali moduli, infatti, i genitori dei bambini italiani che il
prossimo anno scolastico frequenteranno la scuola primaria hanno richiesto
un orario scolastico erogato secondo le modalità antecedenti alle modifiche
di legge apportate dal Ministro Gelmini.

A fronte di tale massiccia richiesta di una scuola pubblica di qualità da parte della società italiana, i funzionari del Ministero, pur invitando la delegazione ad un nuovo incontro nelle settimane prossime, hanno ribadito che per le classi prime a modulo gli organici verranno attribuiti sulla base di 27 ore settimanali per classe. Questo a dispetto del fatto che oltre il 50% delle famiglie abbiano richiesto il modello organizzativo a 30 ore.
D’altra parte, le classi a tempo pieno, già garantite dalla Legge n. 176/2007 del governo Prodi, non verranno incrementate se non in numero infimo.

Prendiamo atto una volta di più che il governo non intende ascoltare le richieste delle famiglie e del mondo della scuola e che la politica scolastica è dettata, in realtà, dalle imposizioni del Ministero
dell’Economia e delle Finanze e/o dalla determinazione di squalificare la scuola pubblica perché tale. In sintesi: meno tempo scuola, meno qualità didattica e pedagogica, meno diritti alla formazione per tutti e per tutte, e una società sempre più debole socialmente e a rischio di devianze giovanili, destinate a crescere e a diventare adulte con gli individui.*

Respingiamo con forza una politica miope che rifiuta di investire nel futuro dei cittadini e delle cittadine italiane e continueremo, a partire dalla pubblicazione della circolare sugli organici, ad opporci con determinazione alle sue pretese ed obiettivi.
Assemblea Nazionale dei Comitati Genitori-Insegnanti in difesa della scuola
pubblica di tutti e tutte, per tutti e tutte.
Roma, 22 marzo 2009

Lascia un Commento

Il condom e il Papa

L’Italia continua ad essere un paese governato dal Vaticano!
I nostri politici non controbattono le affermazioni del Papa e non prendono posizione neanche quando le affermazioni del Papa sono evidentemente contro la VITA
pur sbandierata in altre occasioni come SACRA!!!

La vita di migliaia di persone potrebbe essere salvata dal semplice uso del preservativo. Ma in questo caso al Papa non piace la tecnologia che permette di tenere in vita una persona!
Strano a dirsi, quando si tratta di macchinari estremamente invasivi e sofisticatissimi come i respiratori automatici ed i sondini per l’alimentazione forzata per il Santo Padre dovremmo essere obbligati a farne uso, anche contro la nostra volontà… ma per questo semplicissimo cappuccetto di gomma, poco invasivo e che può realmente salvarci la vita consentendoci allo stesso tempo di GODERCELA , nossignori, non siamo autorizzati a metterlo!!!!

Lascia un Commento

Dalla Sapienza i ragazzi dell’onda ci invitano a non tacere. Sosteniamoli!!!

E’ dura, veramente dura costatare che tutto l’impegno e le lotte del mondo della scuola di questi ultimi mesi non hanno prodotto nulla. Il decreto gelmini tradotto in legge.  Gli studenti a piazza Navona trattati con la stessa logica utilizzata negli anni 70 contro studenti forse più agguerriti e sicuramente più organizzati anche dal punto di vista culturale. Cossiga che ammette candidamente che gli scontri si provocano appositamente,  Gelmini che apre un canale su you tube (dove riceve soprattutto commenti negativi rispetto alla sua legge) attraverso il  quale pretende che la gente  si fidi di lei, mentre Aprea finisce di demolire l’istruzione in Italia cancellando gli organi collegiali  e riducendo le scuole a fondazioni private… Nel frattempo il presidente del consiglio, sulla stessa linea di Aprea (o sarà il contrario?) propone di ridurre il diritto di voto ai parlamentari facendo votare solo i capigruppo (5, 6 persone?)

Tutto ciò ignorando totalmente quanto è stato messo in atto dai comitati in difesa della scuola pubblica  nati spontaneamente in tutta Italia!

I comitati in tutta Italia, ignorati totalmente dagli organi di stampa, si sono organizzati per dimostrare la propria volontà di non soggiacere silenziosamente ad una imposizione arrogante ed irrispettosa: forti della iscrizione effettuata in prima elementare i genitori dei bambini iscritti agli anni successivi  hanno stampato moduli di iscrizione alternativi a quelli proposti dal ministero li hanno compilati  e reiconfermato l’iscrizione dei propri figli  nelle scuole richiedendo che venisse rispettato il “patto” sottoscritto al momento della prima iscrizione alle elementari e quindi che non venisse cambiato il metodo d’insegnamento di cui i bambini hanno usufruito fino ad ora. Anche per i bambini che dovevabo essere iscritti alla prima elementare i comitati hanno predisposto moduli alternativi a quelli del ministero dove si richiedeva un tempo di 37 o 40 ore settimanale e la compresenza delle insegnanti. I moduli racolti a Roma superano le 12.000 unità!

Oggi gli studenti dell’onda, dopo una pausa esami tornano a chiamare i comitati dei genitori-insegnati delle elementar.

Questa di seguito è una mail arrivata dall’Onda al Comitato Roma Nord:

Oggetto: MOBILITAZIONE DEL 18 MARZO! IMPORTANTE!

Come annunciato precedentemente, il 18 marzo il mondo dell’istruzione
tornerà in piazza. Si torna ad inondare le strade per gli stessi motivi per
cui lo abbiamo fatto in migliaia di migliaia da ottobre a dicembre. Il dl
180 è passato e noi ci siam presi una “pausa-esami”…ma ora è tempo di
tornare a travolgere! Tutta quell’energia, quell’entusiasmo, quella rabbia
che ci hanno portato ad unirci in una grande protesta contro chi voleva e
vuole ancora distruggere il Mondo della Conoscenza, devono spingerci ancora
una volta a prendere parola. Restare zitti, restare a casa non serve a
niente, anzi peggiora la situazione. Per questo mercoledì torniamo a
manifestare, abbiamo ancora più ragioni per farlo! Tutte le nuove norme
sulla sicurezza, sugli immigrati, gli attacchi al diritto di sciopero e alla
libera espressione del dissenso non fanno altro che accrescere la rabbia per
questo paese in cui TUTTO TACE. Facciamoci sentire! Il 18 marzo è una grande
scommessa per tutti noi che abbiamo dato anima e corpo alle mobilitazioni di
questi mesi…ci siamo stati e dobbiamo continuare ad esserci!

Vi ricordo che MARTEDì 17 dalle 11.00 si svolgeranno nei corridoi e nei
cortili assemblee pubbliche nelle facoltà della città universitaria (in
particolare a Lettere, Sc. Poitiche, Farmacia, Filosofia, Fisica), per
discutere insieme della giornata di mobilitazione del giorno successivo, il
18…partecipiamo!

Ecco il comunicato ufficiale della Sapienza in vista del 18, scritto in
assemblea di

ateneo:

Verso lo sciopero del 18: riprendiamo a surfare ancora un’altra Onda!

UN’ALTRA VOLTA, UN’ALTRA ONDA: mobilitazione diffusa e generalizzata
dell’Onda!

Lo sciopero lanciato dalla Flc Cgil per il 18 marzo contro le politiche del
governo su università e ricerca è stata colta dal movimento dell’Onda come
una prima occasione di rilancio: torniamo in piazza, riprendiamo a
scioperare, costruiamo un’altra mareggiata!

Roma: appello della Sapienza in Onda per il 18 marzo, appuntamento mercoledì
18 marzo ore 9 alla Minerva.

Il dibattito pubblico in questi mesi si è incentrato sullo stato di vita o
di morte del movimento. Dibattito a cui noi non abbiamo voluto partecipare,
in quanto troppo impegnati nel valorizzare e rilanciare quello straordinario
spazio pubblico che l’Onda è stata in grado di costruire. Chi si è occupato
di questo dibattito forse non è a conoscenza che l’università, come ogni
spazio produttivo, vive di una propria temporalità, di propri ritmi e tempi
di vita.  C’è chi ha fatto come se non fosse accaduto nulla, come se la
legge 133 e il d.l. 180 non fossero mai stati approvati, ma in realtà stanno
già sortendo i loro effetti: si è aperto l’ultimo semestre dell’università
come l’abbiamo conosciuta finora. Un periodo decisivo che ci pone di fronte
a due alternative.

Da un lato la distruzione del sistema di formazione e ricerca auspicata dai
processi di riforma italiani ed europei, dall’altro l’università viva,
autoriformata dal basso attraverso l’autogestione e le pratiche di
conflitto. Nonostante continuino ad assicurarci che l’Italia sia pronta a
governare la crisi, è evidente che siamo già in un periodo di grave
recessione. Di fronte alla disoccupazione crescente, alla chiusura di
diverse imprese, all’impoverimento dilagante, tutti i governi adottano
misure anti-crisi, ad eccezione del governo italiano. In fondo, come
dichiara il ministro Brunetta, l’Italia possiede il migliore sistema di
ammortizzatori sociali d’Europa! Forse siamo pessimisti ma famiglia e lavoro
nero non ci sembrano una credibile risposta alla crisi.
In questo contesto ci sembra decisivo tornare a prendere parola nel giorno
dello sciopero di scuola e università indetto dalla Flc-Cgil per il 18
marzo. Il protocollo di restrizione dei percorsi dei cortei, firmato a Roma
in questi giorni, insieme alla limitazione del diritto di sciopero, con
ricadute pesantissime su chi proverà a bloccare la mobilità cittadina
inceppando la produzione metropolitana, non ci impedirà di tornare a
praticare conflitto in forme selvagge e imprevedibili come ci avete visto
fare in autunno. Attraverseremo quindi la giornata dello sciopero e
invitiamo i precari e gli studenti medi a farlo con noi in maniera autonoma
e indipendente. Proprio l’autonomia e l’irrappresentabilità che ci hanno
contraddistinto ci permettono di parlare il linguaggio della
generalizzazione, superando vecchi discorsi corporativi e studentisti.
Con lo stesso spirito di ricomposizione di un soggetto precario diffuso e di
ripresa di una conflittualità sociale latente possiamo già dire che vogliamo
costruire un grande appuntamento nazionale per il 28 marzo in coincidenza
con la manifestazione lanciata dai sindacati di base all’inaugurazione del
g14 su welfare e lavoro. L’Onda fin dalla sua origine ha preso parola su
questi temi e ha posto le basi di un discorso che si ponga in maniera
conflittuale con le ipotesi di gestione della crisi espresse sia dal governo
italiano che dagli altri governi europei ricercando direttamente forme
autonome per affrontare la crisi.
Questo spirito vive nella dimensione aperta con cui vogliamo costruire e
vivere queste due giornate insieme a tutti i soggetti produttori di spazio
pubblico e di conflitto.

Appuntamento alle ore 9.00 alla Minerva il 18 Marzo

NOI LA CRISI NON LA PAGHIAMO!!!

Sapienza in Onda

il cannocchiale

Commenti (3)

De Magistris dichiara di essere stato fermato per aver individuato la nuova P2

De Magistris aveva lavorato con i suoi collaboratori per anni, riuscendo a individuare in maniera pressochè esatta l’organizzazione criminale della gestione dei fondi pubblici in calabria.
Questo lavoro gli è costato fino ad ora due processi disciplinari al CSM (Consiglio superiore della Magistratura) per aver acquisito i tabulati telefonici di Clemente Mastella senza aver chiesto preventivamente l’autorizzazione al Parlamento!

Trovo assolutamente indecente che in Italia un magistrato che fa il suo lavoro debba difendersi per averlo svolto bene ed essere riuscito a trovare prove dei crimini commessi

Commenti (3)

Apello per la scuola Pisacane!!!! Non discriminiamo gli stranieri

Sono Paola Piovesan,
Scrivo perché ci aiutiate a diffondere questo appello affinché si possano trovare al più presto dei genitori intelligenti e sensibili pronti ad iscrivere i loro figli alla scuola Carlo Pisacane.

A causa del violento attacco subito dalla scuola nei giorni scorsi da parte della stampa e dei media in generale, aggressione che ha screditato ed offeso l’istituzione scolastica ed il corpo docente, ed ormai a ridosso della chiusura delle iscrizioni, ci troviamo con una bassa percentuale di bambini italiani iscritti alla prima classe delle elementari. Un numero insufficiente di iscritti provocherebbe l’inevitabile chiusura della Carlo Pisacane, che da sempre ha rappresentato, nel quartiere, l’unico strumento
per la socializzazione e l’integrazione, soprattutto dei bambini stranieri,
ma anche delle loro famiglie perché un bambino ben integrato che impara la
lingua spesso meglio e più in fretta degli adulti interagendo
quotidianamente con i suoi coetanei, può diventare il primo mediatore
culturale della famiglia, trasferendo ad essa la cultura locale. Questa
eventualità sarebbe una grave perdita non solo per il quartiere di
Torpignattara ma anche per Roma in generale perché potrebbe portare, nel
tempo, alla concreta ghettizzazione dei migranti con conseguenze di non poco
conto (ricordiamoci la Parigi multietnica che bruciava nelle banlieue…). La
polemica sollevata sulla Carlo Pisacane è stata mirabilmente costruita ed
articolata in modo tale da far arrivare all’opinione pubblica, attraverso
altisonanti proclami sulla necessità di una maggiore integrazione,
un’immagine della nostra scuola distorta e squalificante. Come genitore, che
pur non appartenendovi come bacino di utenza, ha scelto di iscrivere sua
figlia alla Carlo Pisacane, posso testimoniare con la mia esperienza che la
nostra scuola ha dimostrato di saper offrire ai bambini la possibilità di un
apprendimento scolastico senza lacune o ritardi ed opera una didattica di
qualità e grande sensibilità. I nostri figli vanno a scuola sereni ed hanno
una vita sociale extrascolastica condivisa con i loro compagni in palestra,
in piscina alle feste o al cinema, come quella di qualsiasi altro coetaneo.

Naturalmente sono, in prima persona, ma siamo, come genitori, insegnanti e
direzione scolastica, tutti a disposizione per incontri, chiarimenti o
quanto altro serva a diffondere una migliore conoscenza della vera realtà
della nostra scuola. L’appello è: salviamo la Pisacane dalle menzogne e
dall’ignoranza.

Grazie

paola

Lascia un Commento

Mills condannato per corruzione va in galera – Il corruttore rimane libero e incassa voti!!!

Non riesco ad abituarmi al fatto che in Italia si possa rimanere immobili ciechi e sordi davanti a tanta impudenza!
So di utilizzare un linguaggio ormai arcaico, parole come GIUSTIZIA non sono più adeguate in questa sorta di limbo ideologico e morale, dove qualsiasi atteggiamento è ammesso, dove ogni oltraggio può essere impunito dipende solo da chi ne è l’autore!!!

Pensavo anni fa che il senso della giustizia fosse innato in ogni essere umano, che facesse parte di quelle leggi non scritte che fanno parte del patrimonio dell’umanità. Non è così: gli italiani, o almeno la maggioranza degli italiani, non hanno senso di giustizia o se lo hanno giace coperto da una coltre di indifferenza attraverso la quale non passa un filo di luce.

E’ evidente ormai per chiunque, soprattutto all’estero, che Berlusconi si è protetto dalla condanna tramite la legge truffa del lodo Alfano La posizione del nostro Presidente del Consiglio è stata stralciata dal processo per effetto del lodo Alfano che garantisce l’impunità alle 4 cariche più alte dello stato: il Presidente della Repubblica, i Presidenti di Camera e Senato e appunto il Presidente del Consiglio

L’aspetto più indecente in tutta questa vicenda a mio modo di vedere è nella difesa che viene portata avanti con arroganza e assoluta mancanza di decenza tanto riferirsi a Giordano Bruno come ad un fautore dell’illegalità e della libertà di delinquere!!!!

Lascia un Commento

Articolo 32 della Costituzione Italiana «La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana»

Stefano Rodotà ha dichiarato in un’intervista su micromega: “Siamo al rifiuto della legalità costituzionale. Si sta cercando di creare le premesse per una legge proibizionista e negatrice del diritto fondamentale a governare liberamente la propria vita, qual è quella di cui è appena cominciata la discussione in Parlamento”.

Non ho voluto parlare del caso di Eluana Englaro fino a questo momento perchè ritenevo e ritengo tuttora che si trattasse di un dolore privato e che spettasse solamente ai familiari prendere una decisione sulla vita o la morte di una persona incapace di decidere per se stessa. Tutto il calmore che si è fatto intorno alla tragedia di una famiglia ha assunto però ora un significato assolutamente diverso: E’ IN GIOCO IL RISPETTO DELLA PERSONA UMANA, sancito dalla Costituzione Italiana e dalla Dichiarazione dei Diritti Umani.

Il ddl Calabrò tutto fa fuorchè rispettare la dignità della persona e la sua capacità di scelta. Per rifiutare un trattamento di “mantenimento in vita” si richiede alla persona di andare dal notaio in presenza del medico di famiglia e di un fiduciario ogni 3 anni.

Ciò che mi sgomenta è soprattutto la volontà di imporre ad un essere unano incapace di reagire una terapia che in nessun caso potrà riportarla nelle condizioni di vita che ha perso.

Ciò che mi sgomenta è la volontà di fare questo in spregio della natura. Far proseguire una vita in maniera meccanica fuori totalmente dalle leggi di natura.

Ciò che mi sgomenta è che l’umanità crede di potersi sostituire del tutto alla natura immaginando di tenerla in scacco

Il video dell’intervento al convegno su ” Verità e menzogne su eutanasia, Coscioni, Welby, Englaro sotto il dominio violento e antidemocratico della partitocrazia”, Roma, 14 febbraio 2009. Fonte: Radio Radicale

Lascia un Commento

Attenzione ai vostri contenuti su Facebook

Sembra che “Faccialibro” ovvero il nuovo modo di rimanere in contatto con gli amici e scambiarsi contenuti personali abbia cambiato ultimamente le “norme d’uso” e che tali norme ora concedano a Facebook la proprietà totale di tutti i contenuti pubblicati dagli utenti in barba ad ogni tipo di legge sulla privacy!
Zeusnews ha pubblicato questa notizia con dovizia di particolari

Chi si iscrive concede a Facebook il diritto “perpetuo, irrevocabile, non esclusivo, trasferibile” di usare in qualsiasi modoi cosidetti “User Content”, ossia praticamente qualunque cosa l’utente abbia pubblicato.e non è tutto: Facebook può  concedere i contenuti degli utenti in sub-licenza!

Qualcuno potrebbe dire “bè ho inserito i miei dati e le mie foto su facebook per diffonderli dunque è tutto ok” e fino a qui ci sto, se li ho pubblicati voglio che siano diffusi e dunque ok, va tutto bene… ma se tante volte con una mia foto (magari carina, so fotografare bene io!) si facesse un calendario u si utilizzasse per ualsiasi altro scopo i diritti di chi sarebbero miei o di facebook che l’ha ceduta a terzi? …  In ogni caso, a parte i diritti d’autore, se io non fossi d’accordo all’uso dei miei “user content” da parte di altri come potrei intervenire? – sembra in nessun modo  dal momento che si sono impostate le regole sulla privasy nel profilo personale, più si è restrittivi in queste regole più si mantiene il controllo e la proprietà dei contenuti immessi.

Neanche cancellandosi dal network pare si sia al sicuro dall’utilizzo e dalla diffusione dei contenuti pubblicati prima della cancellazione… Dunque occhio a cosa si mette su facebook

Lascia un Commento

CRISTIANESIMO OBBLIGATORIO A SCUOLA in difesa dei valori tradizionali!

Giovedì 22 gennaio 2009 la VII Commissione permanente della Camera dei Deputati ha approvato la risoluzione sul tema della “Salvaguardia della tradizione culturale e spirituale legata al Cristianesimo nelle politiche scolastiche” proposta dall’on. Garagnani (7-00076)

La risoluzione approvata dalla VII Commissione permanente della Camera dei Deputati sul tema “Salvaguardia della tradizione culturale e spirituale legata al Cristianesimo nelle politiche scolastiche” è un insulto alla cultura ed alla conoscenza delle reali radici culturali italiane che non sono esclusivamente basate sul cattolicesimo e sul cristianesimo e, se fossi cattolica giudicherei un insulto allo spirito CRISTIANO l’imposizione e la salvaguardia per legge di una religione e di un insegnamento che per sua natura dovrebbe essere abbracciato e scelto consapevolmente da ogni individuo. Il cristianesimo predica l’amore e l’accoglienza, mi pare, non l’imposizione e la salvaguardia di un popolo dall’altro…

La discussione di tale Risoluzione era stata avviata il 4 dicembre 2008 ed era stata presentata a suo tempo dal sottosegretario on. Pizza una apposita Relazione governativa.

Ecco i testi dei due documenti ufficiali la Relazione approvata dalla VII Commissione permanente della Camera
e la Relazione Governativa

RISOLUZIONE APPROVATA versione definitiva (8-00027)

La VII Commissione, premesso che:
mai come in questi ultimi tempi l’opinione pubblica italiana si interroga sul futuro in riferimento alla propria identità culturale; la migrazione extra-comunitaria, l’allargamento dell’Unione europea ai Paesi dell’est Europa ed il progressivo dilatarsi di un certo fondamentalismo islamico chiamano in causa l’Occidente, la sua storia e il suo futuro, strettamente legati alla tradizione cristiana, che ne definisce l’essenza e ne è elemento costitutivo; in questo contesto, non può non destare preoccupazione quella sorta di relativismo culturale e di nichilismo etico che, in nome di una presunta tolleranza e rispetto di tradizioni diverse dalle nostre, non sostiene i presupposti della nostra civiltà, e rischia di omologare tutte le culture in un amalgama indistinto in cui la nostra storia, italiana ed europea, perde di valore. La scuola è terreno privilegiato in cui sperimentare un approccio culturale ai temi dell’integrazione in nome di ideali di accoglienza e solidarietà, che, per essere davvero tali devono fondarsi sul ricordo del proprio passato e devono essere ancorate alle proprie radici culturali e spirituali; il fallimento del modello di integrazione delle democrazie nord-europee e l’esperienza di Paesi come l’Olanda, la Danimarca e, in modo diverso la Francia e la Germania, pone per il nostro Paese il problema di una legislazione scolastica che, nell’affrontare, in modo graduale e rispettoso dei diritti della persona, il problema dell’integrazione dei cittadini comunitari ed extracomunitari, sappia difendere la tradizione culturale italiana, ed europea, quale si è manifestata nel corso dei secoli, e proporla, evitando denigrazioni o dimenticanze, agli studenti di ogni provenienza culturale; al riguardo è bene ricordare che l’insegnamento della religione cattolica, basato su un’adesione volontaria dello studente, risponde a un’esigenza religiosa importante ed essenziale, ma distinta da quella eminentemente culturale e laica che sarebbe opportuno introdurre nella legislazione scolastica e proporre a tutti, impegna il Governo a far sì che nell’ambito dell’autonomia scolastica, e fatta salva la libertà di insegnamento dei docenti, sia reso esplicitamente obbligatorio nelle indicazioni nazionali il preciso riferimento alla nostra tradizione culturale e spirituale che si riconnette esplicitamente al Cristianesimo.
(8-00027) «Garagnani, Granata, Goisis, Mazzuca, Palmieri, Centemero».

RELAZIONE PRESENTATA DAL GOVERNO del 4 dicembre.

Si condivide l’opinione dell’Onorevole interrogante che il giusto principio dell’accoglienza e dell’integrazione possa essere realizzato solo laddove si conservi la memoria del proprio passato e delle proprie radici culturali, in quanto è soltanto con l’affermazione della propria identità, che si può riconoscere e comprendere l’identità degli altri.
Ricordo che l’insegnamento della religione cattolica nelle scuole di ogni ordine e grado è regolamentato da norme pattizie che rappresentano la sintesi finale di posizioni ed interessi rappresentati dall’autorità scolastica italiana e dalla Conferenza Episcopale.
La legge n. 121 del 1985 di ratifica ed esecuzione dell’accordo con protocollo addizionale, firmato a Roma il 18 febbraio 1984, che apporta modifiche al Concordato lateranense dell’11 febbraio 1929, tra la Repubblica italiana e la Santa Sede, che già prevedeva un esplicito riferimento alla tradizione culturale del Cattolicesimo, all’articolo 9, comma 2, precisa che «La Repubblica italiana, riconoscendo il valore della cultura religiosa e tenendo conto che i principi del cattolicesimo fanno parte del patrimonio storico del popolo italiano, continuerà ad assicurare, nel quadro delle finalità della scuola, l’insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche non universitarie di ogni ordine e grado.
Nel rispetto della libertà di coscienza e della responsabilità educativa dei genitori, è garantito a ciascuno il diritto di scegliere se avvalersi o non avvalersi di detto insegnamento».
Peraltro la nascita della religione cristiana, le sue peculiarità e il suo sviluppo così come le vicende dei rapporti tra Stato e Chiesa, con particolare riferimento all’Italia, già sono oggetto di studio nell’insegnamento della storia sin dalla scuola primaria e rappresentano, trasversalmente, l’asse portante di altri insegnamenti.
Faccio riferimento, in particolare, allo studio della letteratura italiana, molti testi della quale (e basti citare la Commedia dantesca) risulterebbero incomprensibili senza gli opportuni riferimenti alla dottrina cattolica e al dibattito teologico, o alla storia dell’arte, per secoli legata inscindibilmente all’iconografia cristiana.
Proprio per questo motivo le indicazioni nazionali relativamente al primo ciclo di istruzione fanno esplicito riferimento al Cristianesimo e stessa cura verrà posta nelle indicazioni nazionali relative al secondo ciclo di Istruzione, proprio al fine di rispondere ad una ineludibile esigenza
culturale degli studenti.

Commenti (4)

Per le iscrizioni 2009-2010 i Comitati per la Scuola Pubblica sono vivi e continuano a lottare nell’indifferenza degli organi di stampa!

La stampa, dopo le piazze piene dell’autunno scorso ha totalmente dimenticato il problema scuola e la mobilitazione permanenete che ne è scaturita. I genitori gli studenti e gli insegnati invece non si sono ancora arresi allo smantellamento sistematico della scuola e della cultura in Italia. In questi giorni di iscrizioni all’anno scolastico 2009-2010 i Comitati dei Genitori che si erano attivati per difendere la scuola pubblica ed in special modo le elementari, dallo stravolgimento decretato dalla legge Gelmini, stanno continuando la battaglia attraverso moduli di iscrizione “alternativi” che vengono consegnati nelle segreterie delle scuole congiuntamente ai moduli ufficiali forniti dal Ministero.
“La nostra lotta non è stata inutile” Dicono dal Coordinamento “Non Rubateci il Futuro” . E’ infatti servita a darci la possibilità di scegliere all’atto dell’iscrizione sia il modello del TEMPO PIENO di 40 ore settimanali, che quello fino ad ora chiamato MODULO di 30 ore settimanali. sui moduli forniti dal Ministero infatti è presente la possibilità di inserire un ordine di preferenza che va dal tempo scuola di 24 ore settimanali fino al tempo pieno di 40 ore settimanali -
Si chiede al genitore di inserire un ordine di preferenza tra le 4 opzioni
24 ore
27 ore
30 ore
40 ore
I Comitati, in tutte le regioni d’Italia però non sono soddisfatti della possibilità di scelta ed anzi dichiarano in maniera univoca che inserendo un ordine di preferenza si avallerebbero come “lecite” le scelte di 24 e 27 ore settimanali dietro le quali si propone all’utenza una scuola vecchia di almeno 20 anni.
Il maestro unico, o prevalente che dirsi voglia, è una figura ormai obsoleta sia culturalmente che temporalmente.
Le maestre e i maestri della nostra scuola ormai hanno sviluppato delle competenze specifiche e sono in grado di sfruttare le compresenze in classe per attivare lavori strutturati che riescono a coinvolgere tutti bambini della classe facendoli interessare e collaborare tra loro cosa impossibile e impensabile per una sola persona con una classe di 30 bambini!
Nei moduli alternativi, consegnati in questi giorni alle segreterie delle scuole elementari, i genitori chiedono oltre agli orari di 40 o 30 ore settimanali, che siano garantiti i POF (piani dell’offerta formativa) approvati fino ad ora nelle stesse scuole, chiedono che vengano garantite delle ore di compresenza delle insegnati affinché gli insegnanti siano in grado di portare a termine i progetti approvati nel POF
Ecco il sito del Comitato Grottarossa di Roma
e i moduli alternativi messi on line e distribuiti alle assemblee di genitori

Lascia un Commento

Articoli precedenti »