Archivio per Dicembre, 2008

Altieri contro gli OGM tagliato su Rai 3

Sabato 27 dicembre, su Ambiente Italia Rai3 è andata in onda qualche battuta di un’intervista al professor Giuseppe Altieri agronomo impegnato nella difesa dell’agricoltura biologica e più in generale nella salvaguardia dell’abiente.

Amareggiato dal taglio dell’intervista che aveva rilasciato in cui spiegava la gravità della legge che andrà in vigore dal prossimo 1 gennaio e che consentirà alle sementi OGM di entrare in Itlaia e contaminare ogni tipo di specie vegetale autoctona, ha cercato di divulgare il suo contenuto tramite una  mail inviata ieri notte.

Di seguito alcuni brani dalla mail del Professor

Giuseppe Altieri

“Mi hanno tagliato e ridotto a poche parole… purtroppo in ogni caso importanti…

ha visto come è fuggito il Ministro nella intervista televisiva quando si è parlato di OGM
e la Prof.ssa Gullino che “laicamente” non si schiera (in quantoprende soldi sia dalle multinazionali degli OGM che dallo stato per il Biologico…
… ma poi dice che gli OGM di 4 generazione con geni spostati meglio e più rapidamente, all’interno della stessa specie, non fanno male…
ma…. se i geni sono spostati all’interno della stessa specie …non si parla di OGM !!!
se, invece… per spostare un carattere da una varietà all’altra, lo faccio con un virus patogeno del DNA o con un Batterio …o sparandolo a casaccio dentro un altro DNA… non so dove va a finire… e mi porto dietro anche il VIRUS  o il Batterio… i Promoters degli OGM, più pezzi di DNA chiamati geni marcatori per identificare l’OGM…che in questo caso è transgenico in quanto incorpora nel DNA pezzi di Virus o altro DNA estraneo alla specie… con tutti i rischi del caso e, naturalmente viene brevettato come proprietà delle multinazionali con la sicurezza che ci faranno un gran male e sui quali, contrariamente a quanto affermato dalla Gullino, non abbiamo neanche gli strumenti per valutare i rischi e capire quali nuove sostanze incognite potranno produrre… e ripodurre nel nostro sangue… magari scambiando pezzi di DNA virale dei Promoters OGM  con virus umani e animali per poi ritrovare nuovi virus in Leucemie e linfomi o cancri… o addirittura pezzi di Promoter OGM dentro il cancro stesso, nel suo DNA… il Cancro infondo è proprio un OGM !!!
legga il Libro di Arpad Putzstay “la sicurezza degli OGM” EDILIBRI…
cari saluti
e ci dia una mano
[...]
per prepararci ad una grande battaglia contro gli OGM
che dal 1 gen 2009 potranno inquinare anche il Biologico…
un Crimine contro l’Umanità e l’ambiente

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Greenpeace: Babbo Natale e i cambiamenti climatici

se si sciolgono i ghiacciai dove andrà a finire la casa di Babbo Natale???

Aiutiamo Greenpeace a difendere la terra dai cambiamenti climatici … la casa di Babbo Natale è la casa di tutti noi, non abbiamo un altra terra dove trasferirci!!!

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L’onda non accenna a decrescere! Gli studenti italaini redigono un documento unitario in cui chiedono l’appoggio della cittadinanza, ricordano Piazza Fontana e solidarizzano con gli studenti in Grecia commemorando Anreas

DOCUMENTO POLITICO FINALE DELL’ASSEMBLEA NAZIONALE DEGLI STUDENTI MEDI A PISA DEL 7 DICEMBRE.

Viviamo una crisi economica sistemica, dovuta all’esplosione dell’economia capitalista, prodotta da banchieri, imprenditori, politici, mafie e speculatori, che hanno investito su capitali ipotetici in realtà inesistenti. Questa grande crisi attuale colpisce tutti e ci viene fatta pagare in termini di tagli e privatizzazioni, negazioni di diritti, smantellamento del welfare e di politiche sociali.
“Noi la crisi non la paghiamo” è lo slogan lanciato dalle scuole e facoltà in mobilitazione da mesi, e gridato adesso anche da tutti i soggetti sociali che la crisi non vogliono pagarla, dai precari ai migranti, dai pendolari ai lavoratori Alitalia, dagli insegnanti agli occupanti di case.
In questi mesi l’Onda sta dimostrando di saper parlare linguaggi diversi, di essere uno studente come un professore, un precario come un genitore, ha mostrato a tutti come ribellarsi alla crisi sia possibile; per questo sentiamo la necessità di guardare oltre le scuole e le università.
Il 12 dicembre sarà sciopero generale, un altro sciopero convocato anche grazie all’Onda, che ovviamente generalizzeremo, chiudendo le nostre scuole e scendendo in piazza, senza portare sterili solidarismi ai lavoratori, ma costruendo insieme ad essi una battaglia che è comune.
Infatti, il nostro governo per uscire dalla crisi sta tentando di distruggere ogni senso di comunità sociale, mettendo individuo contro individuo, dirigendo la ricchezza dalle fasce sociali più basse all’alta finanza e nutrendosi allo stesso tempo di razzismo e xenofobia, fomentando una guerra tra poveri, nascosta sotto il nome di meritocrazia.
A questa atomizzazione della società noi rispondiamo nel senso inverso, valorizzando la forza dell’azione collettiva nazionale; oggi è solo l’unione di individui, capaci di autodeterminarsi collettivamente, che può opporsi con forza ed efficacia a questi attacchi indiscriminati.
Il concetto di meritocrazia distorta si ripropone all’interno della scuola, dove serve a nascondere la selezione sociale; la stessa scuola che già adesso risponde a logiche di discriminazione e disuguaglianza e che tradisce la sua natura costituzionale, poiché basandosi sulle logiche del profitto, si nega come strumento di emancipazione sociale.
Gli otto miliardi di tagli della finanziaria all’istruzione e la devastazione della legge Gelmini, hanno spianato il terreno e aperto le porte allo smantellamento completo dell’istruzione pubblica.
Il culmine di questo processo ora lo vediamo nella proposta di legge del deputato Aprea, presidente della commissione cultura della camera.
Come per l’università, il completamento della privatizzazione dell’istruzione pubblica coincide con l’istituzione del regime di fondazione: la qualità dei percorsi di formazione sarà determinata dai finanziamenti degli enti privati esterni che attraverso questi acquisteranno un posto nel Consiglio di amministrazione, l’organo che sostituisce il Consiglio d’Istituto, ma ne diminuisce il numero.
La proposta Aprea parla di partner esterni affiliati alle scuole, sancendo definitivamente la vendita del sistema formativo alle logiche di mercato e di business.
La proposta di legge comprende anche una ristrutturazione dell’ordinamento giuridico degli insegnanti, che impone un anno obbligatorio di precariato e la suddivisione in docenti iniziali, ordinari ed esperti. L’uscita dal precariato ed il passaggio di livello è affidato al parere favorevole dei docenti esperti, figure di fatto analoghe ai baroni universitari.
Questo comporta un’ulteriore verticalizzazione dell’intero sistema di educazione, a partire dal nuovo ruolo manageriale del preside, le cui funzioni arrivano fino alla contrattazione individuale con i singoli docenti.
Come studenti abbiamo la necessità di attraversare queste logiche di verticalizzazione, costruendo dal basso la nostra autoriforma, partendo dalle pratiche quotidiane di autogestione e occupazione, di liberazione di spazi e tempi.
L’autoriforma parte dalla rivalutazione del ruolo dello studente all’interno della scuola e della sua stessa formazione, per questo si basa sulla riappropriazione dei contenuti, anche attraverso la collaborazione studente-docente. La cultura e il sapere critico della nostra autoriforma si contrappongono alla sterilità del nozionismo
degli attuali programmi ministeriali. Per questo riteniamo fondamentale aprire la didattica ad una programmazione collettiva e condivisa, riscrivendo i programmi dal basso all’interno dei gruppi di materia, rendendo lo studente componente fondamentale ed attiva dell’istruzione e la scuola in grado di saper affrontare i mutamenti generazionali e sociali.
Ad esempio una di queste evoluzioni è il meticciamento e la multietnicità. La cultura deve saper essere inclusiva e valorizzare l’eterogeneità culturale, rifiutando ogni tentativo di introduzione del razzismo, come per le classi ghetto.
La formazione deve essere accessibile a tutti, senza discriminazioni né per il colore della pelle, né per la possibilità economica: per questo dai libri di testo ai trasporti, dai teatri ai musei, l’accesso ai saperi deve essere gratuito e libero.
E’ evidente che per garantire tutto questo servono fondi, gli stessi fondi di cui l’istruzione, come la sanità e l’intero settore pubblico vengono continuamente privati, mentre basta un prete per farli saltare fuori e mentre vengono continuamente finanziate le spese militari.
La scuola non deve pagare la crisi economica né in termini di finanziamenti, né tantomeno in termini di vite. La tragedia di Rivoli testimonia l’assurdità di anni di politiche di tagli e disinteresse nei confronti dell’edilizia scolastica. Non si può morire di scuola, non si può morire sul lavoro, non si può morire nelle piazze.
Gli stessi meccanismi di intimidazione e repressione che vediamo applicati nelle nostre città hanno raggiunto le peggiori conseguenze sabato scorso ad Atene, dove un ragazzo di 15 anni, Andreas, è stato ucciso dai colpi sparati da una camionetta di polizia durante un corteo in favore del diritto allo studio.
Ad ogni meccanismo e strategia di tensione rispondiamo che non siamo noi ad avere paura.
A dimostrare di averne sono i governi in crisi che, non sapendo più come gestire un sistema che gli è sfuggito dalle mani, un’onda in grado di travolgerli, sono pronti persino a sparare, a sguinzagliare i soliti utili idioti provocatori nelle piazze, a denunciare e sgomberare gli studenti che occupano.
La loro debolezza non ci spaventa, le politiche securitarie non possono fermare il movimento di oggi come quello di ieri.
Il 12 dicembre, nell’anniversario della strage di piazza Fontana del 1969, dedicheremo le nostre manifestazioni ad Andreas. Intanto, in questi giorni riempiremo le nostre città di iniziative diffuse per denunciare la vergogna di questo omicidio e per chiedere giustizia.
Stiamo lottando da anni in difesa della scuola pubblica e per la costruzione di un sistema formativo migliore. Continuiamo adesso di fronte ai nuovi tentativi di svendita e di privatizzazione: in concomitanza della discussione in parlamento della proposta di legge Aprea ci saranno giornate di autogestione, occupazione, blocco della
didattica e nei giorni dell’approvazione una grande data di mobilitazione nazionale in ogni città, che miriamo a condividere con una cittadinanza consapevole dei problemi della scuola, che riguardano l’intera società.

COLLETTIVI E COORDINAMENTI STUDENTESCHI DI: PISA, MILANO, ROMA, BOLOGNA, TORINO, NAPOLI, BARI, REGGIO EMILIA, VIAREGGIO, CAGLIARI, FIRENZE, EMPOLI, LA SPEZIA, ALESSANDRIA, POTENZA, PARMA, LIVORNO, MASSA, LUCCA, VELLETRI, VERONA.

In tutto il web si parla dell’onda
e l’onda cresce…..

http://liberaroma.wordpress.com/2008/12/07/appello-della-sapienza-verso-lo-sciopero-generale-del-12-dicembre/
http://www.uniriot.org/index.php?option=com_content&task=view&id=496&Itemid=100
http://www.rassegna.it/articoli/2008/12/11/40518/sciopero-generale-anche-londa-degli-studenti-sara-in-piazza http://piemonte.indymedia.org/article/3575
http://www.dongiorgio.it/pagine/prova.php?id=1382&nome=prima
http://www.globalproject.info/art-18063.html
… e ce ne sono altri!!!
Ma tanti altri!!!

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E’ nato il Comitato Grottarossa

Il 18 dicembre è nato spontaneamente tra i genitori della scuola Grottarossa l’omonimo comitato in difesa della scuola pubblica. sono molto onorata di essere stata eletta come portavoce di tale comitato che si è impegnato a difendere la scuola dagli attacchi che sta subendo da parte del Governo attuale, vedi legge Gelmini, proposta di legge Aprea e quanto è scritto nella finanziaria 2008.
Abbiano attivato un blog per comunicare le nostre delibere e metterci in contatto con quanti vogliano perseguire il nostro stesso scopo Blog Comitato Grottarossa
ed un canale youtube Comitato Grottarossa video
Spero che il nostro impegno, congiunto a quello di quanti si sono già attivati e si attiveranno riuscirà a far regredire il governo dalla volontà di smantellare la scuola pubblica a favore di un’istruzione privata sempre più appannaggio dei pochiche se la possono permetter!

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