Archivio per Marzo, 2009

Conseganti al Ministero dell’Istruzione 155.000 moduli alternativi per l’iscrizione al prossimo anno scolastico prodotti e diffusi dai Comitati spontanei in difesa della scuola pubblica

Ma il Ministero prosegue per la sua strada disattendendo le richieste dei cittadini e proponendo un orario di 27 ore settimanali.

Il 21 Ottobre una delegazione dei comitati nazionale si è presentata al Ministero della Pubblica Istruzione consegnando 155.000 moduli alternativi per l’iscrizione al prossimo anno scolastico 2009-2010.
Non è stata il Ministro Gelmini ad accogliere la delegazione ma il responsabile della segreteria del Ministro Gelmini, dott. Pasquale Capo, il capo del dipartimento Istruzione dott. Giuseppe Cosentino e il direttore del Personale Scolastico, dott. Luciano Chiappetta.
Nei moduli, autoprodotti dai Comitati, collegati in rete in tutta Italia, e sottoscritti dai genitori, sono previste solamente due possibilità orarie quella a 30 ore settimanali corrispondente all’attuale modello conosciuto come “modulo” in cui tre insegnati ruotano su tre classi e quella a 40 ore settimanali ovvero il “tempo pieno” con due insegnati per ogni classe. Queste sono le uniche scelte possibili secondo i comitati in difesa della scuola, in quanto consentono una specifica formazione degli insegnanti in un ambito culturale e dunque consentono agli alunni di apprendere da una persona competente.
Alla consegna di tali moduli è stato risposto dai responsabili del Ministero che l’impianto orario che verrà istituito per le prossime classi prime sarà quello a 27 ore nonostante le richieste dei genitori delle 30 ore raggiungano almeno il 50% e che il modello “tempo pieno”, garantito dalla Legge n. 176/2007, non verrà ampliato oltre il numero di classi quinte che usciranno alla fine dell’anno scolastico 2008-2009.

I Comitati di genitori-studenti-insegnanti in difesa della scuola pubblica sono nati in tutta Italia spontaneamente per contrastare e arginare gli effetti della legge Gelmini considerati lesivi del diritto ad una istruzione libera, pluralistica e professionalmente avanzata.
Il ritorno al maestro unico infatti viene giudicato dai comitati una sottrazione di professionalità e specializzazione ed un ritorno ad un modello incapace di offrire ai bambini quello stimolo intellettuale di cui hanno bisogno.
Il maestro unico rischia di essere preparato sommariamente in tutte le discipline.

Queste e tante altre considerazioni tecniche e pedagogico-educative hanno portato dall’ottobre scorso i Comunicati per la scuola ad organizzarsi per resistere ad una legge considerata ingiusta e letta soltanto come una sottrazione di fondi economici da destinare ad altro in una società che se si interessa della formazione è per diminuirne l’efficacia e soprattutto l’accesso ad una maggioranza di studenti che per continuare ad usufruire degli stessi orari dello scorso anno e di attività collaterali interessanti e di insegnanti specializzati dovrà rivolgersi alla scuola privata che godrà comunque di un sostegno economico ma per l’accesso alla quale è comunque prevista una retta, spesso irraggiungibile per lo stipendio di una famiglia media.

—————————————————————————————-

Qui di seguito riporto il comunicato stampa diffuso dopo l’incontro dalla delegazione dei Comitati genitori-insegnanti

Roma , 23/03/2009 COMUNICATO STAMPA

di Delegazione genitori insegnanti

Al termine dell’incontro con i responsabili del Ministero le delegazioni che hanno portato a Roma le firme raccolte durante la campagna i iscrizione integrativa si sono riunite presso la sede del CIDI e hanno stilato il seguente comunicato stampa.

Nella tarda mattinata di sabato 21 marzo, per oltre due ore, una delegazione
di genitori provenienti da Emilia Romagna, Piemonte, Lombardia, Toscana,
Veneto, Lazio, Campania, in rappresentanza dei Comitati sorti in tutta
Italia fin dallo scorso autunno per difendere la scuola pubblica dai tagli
di 8 miliardi euro voluti e decisi dal Ministro Maria Stella Gelmini e dal
Ministro dell’Economia e Finanza, ha avuto un incontro con il responsabile
della segreteria del Ministro Gelmini, dott. Pasquale Capo, con il capo del
dipartimento Istruzione dott. Giuseppe Cosentino e con il direttore del
Personale Scolastico, dott. Luciano Chiappetta.

La delegazione, di cui facevano parte anche alcuni insegnanti, ha consegnato
personalmente al direttore generale per il Personale Scolastico, Dott.
Chiappetta, 155.000 copie dei moduli di iscrizione per l’a.s. 2009/10 a
testimonianza delle scelte effettuate dalla maggioranza delle famiglie
italiane; con tali moduli, infatti, i genitori dei bambini italiani che il
prossimo anno scolastico frequenteranno la scuola primaria hanno richiesto
un orario scolastico erogato secondo le modalità antecedenti alle modifiche
di legge apportate dal Ministro Gelmini.

A fronte di tale massiccia richiesta di una scuola pubblica di qualità da parte della società italiana, i funzionari del Ministero, pur invitando la delegazione ad un nuovo incontro nelle settimane prossime, hanno ribadito che per le classi prime a modulo gli organici verranno attribuiti sulla base di 27 ore settimanali per classe. Questo a dispetto del fatto che oltre il 50% delle famiglie abbiano richiesto il modello organizzativo a 30 ore.
D’altra parte, le classi a tempo pieno, già garantite dalla Legge n. 176/2007 del governo Prodi, non verranno incrementate se non in numero infimo.

Prendiamo atto una volta di più che il governo non intende ascoltare le richieste delle famiglie e del mondo della scuola e che la politica scolastica è dettata, in realtà, dalle imposizioni del Ministero
dell’Economia e delle Finanze e/o dalla determinazione di squalificare la scuola pubblica perché tale. In sintesi: meno tempo scuola, meno qualità didattica e pedagogica, meno diritti alla formazione per tutti e per tutte, e una società sempre più debole socialmente e a rischio di devianze giovanili, destinate a crescere e a diventare adulte con gli individui.*

Respingiamo con forza una politica miope che rifiuta di investire nel futuro dei cittadini e delle cittadine italiane e continueremo, a partire dalla pubblicazione della circolare sugli organici, ad opporci con determinazione alle sue pretese ed obiettivi.
Assemblea Nazionale dei Comitati Genitori-Insegnanti in difesa della scuola
pubblica di tutti e tutte, per tutti e tutte.
Roma, 22 marzo 2009

Lascia un Commento

Il condom e il Papa

L’Italia continua ad essere un paese governato dal Vaticano!
I nostri politici non controbattono le affermazioni del Papa e non prendono posizione neanche quando le affermazioni del Papa sono evidentemente contro la VITA
pur sbandierata in altre occasioni come SACRA!!!

La vita di migliaia di persone potrebbe essere salvata dal semplice uso del preservativo. Ma in questo caso al Papa non piace la tecnologia che permette di tenere in vita una persona!
Strano a dirsi, quando si tratta di macchinari estremamente invasivi e sofisticatissimi come i respiratori automatici ed i sondini per l’alimentazione forzata per il Santo Padre dovremmo essere obbligati a farne uso, anche contro la nostra volontà… ma per questo semplicissimo cappuccetto di gomma, poco invasivo e che può realmente salvarci la vita consentendoci allo stesso tempo di GODERCELA , nossignori, non siamo autorizzati a metterlo!!!!

Lascia un Commento

Dalla Sapienza i ragazzi dell’onda ci invitano a non tacere. Sosteniamoli!!!

E’ dura, veramente dura costatare che tutto l’impegno e le lotte del mondo della scuola di questi ultimi mesi non hanno prodotto nulla. Il decreto gelmini tradotto in legge.  Gli studenti a piazza Navona trattati con la stessa logica utilizzata negli anni 70 contro studenti forse più agguerriti e sicuramente più organizzati anche dal punto di vista culturale. Cossiga che ammette candidamente che gli scontri si provocano appositamente,  Gelmini che apre un canale su you tube (dove riceve soprattutto commenti negativi rispetto alla sua legge) attraverso il  quale pretende che la gente  si fidi di lei, mentre Aprea finisce di demolire l’istruzione in Italia cancellando gli organi collegiali  e riducendo le scuole a fondazioni private… Nel frattempo il presidente del consiglio, sulla stessa linea di Aprea (o sarà il contrario?) propone di ridurre il diritto di voto ai parlamentari facendo votare solo i capigruppo (5, 6 persone?)

Tutto ciò ignorando totalmente quanto è stato messo in atto dai comitati in difesa della scuola pubblica  nati spontaneamente in tutta Italia!

I comitati in tutta Italia, ignorati totalmente dagli organi di stampa, si sono organizzati per dimostrare la propria volontà di non soggiacere silenziosamente ad una imposizione arrogante ed irrispettosa: forti della iscrizione effettuata in prima elementare i genitori dei bambini iscritti agli anni successivi  hanno stampato moduli di iscrizione alternativi a quelli proposti dal ministero li hanno compilati  e reiconfermato l’iscrizione dei propri figli  nelle scuole richiedendo che venisse rispettato il “patto” sottoscritto al momento della prima iscrizione alle elementari e quindi che non venisse cambiato il metodo d’insegnamento di cui i bambini hanno usufruito fino ad ora. Anche per i bambini che dovevabo essere iscritti alla prima elementare i comitati hanno predisposto moduli alternativi a quelli del ministero dove si richiedeva un tempo di 37 o 40 ore settimanale e la compresenza delle insegnanti. I moduli racolti a Roma superano le 12.000 unità!

Oggi gli studenti dell’onda, dopo una pausa esami tornano a chiamare i comitati dei genitori-insegnati delle elementar.

Questa di seguito è una mail arrivata dall’Onda al Comitato Roma Nord:

Oggetto: MOBILITAZIONE DEL 18 MARZO! IMPORTANTE!

Come annunciato precedentemente, il 18 marzo il mondo dell’istruzione
tornerà in piazza. Si torna ad inondare le strade per gli stessi motivi per
cui lo abbiamo fatto in migliaia di migliaia da ottobre a dicembre. Il dl
180 è passato e noi ci siam presi una “pausa-esami”…ma ora è tempo di
tornare a travolgere! Tutta quell’energia, quell’entusiasmo, quella rabbia
che ci hanno portato ad unirci in una grande protesta contro chi voleva e
vuole ancora distruggere il Mondo della Conoscenza, devono spingerci ancora
una volta a prendere parola. Restare zitti, restare a casa non serve a
niente, anzi peggiora la situazione. Per questo mercoledì torniamo a
manifestare, abbiamo ancora più ragioni per farlo! Tutte le nuove norme
sulla sicurezza, sugli immigrati, gli attacchi al diritto di sciopero e alla
libera espressione del dissenso non fanno altro che accrescere la rabbia per
questo paese in cui TUTTO TACE. Facciamoci sentire! Il 18 marzo è una grande
scommessa per tutti noi che abbiamo dato anima e corpo alle mobilitazioni di
questi mesi…ci siamo stati e dobbiamo continuare ad esserci!

Vi ricordo che MARTEDì 17 dalle 11.00 si svolgeranno nei corridoi e nei
cortili assemblee pubbliche nelle facoltà della città universitaria (in
particolare a Lettere, Sc. Poitiche, Farmacia, Filosofia, Fisica), per
discutere insieme della giornata di mobilitazione del giorno successivo, il
18…partecipiamo!

Ecco il comunicato ufficiale della Sapienza in vista del 18, scritto in
assemblea di

ateneo:

Verso lo sciopero del 18: riprendiamo a surfare ancora un’altra Onda!

UN’ALTRA VOLTA, UN’ALTRA ONDA: mobilitazione diffusa e generalizzata
dell’Onda!

Lo sciopero lanciato dalla Flc Cgil per il 18 marzo contro le politiche del
governo su università e ricerca è stata colta dal movimento dell’Onda come
una prima occasione di rilancio: torniamo in piazza, riprendiamo a
scioperare, costruiamo un’altra mareggiata!

Roma: appello della Sapienza in Onda per il 18 marzo, appuntamento mercoledì
18 marzo ore 9 alla Minerva.

Il dibattito pubblico in questi mesi si è incentrato sullo stato di vita o
di morte del movimento. Dibattito a cui noi non abbiamo voluto partecipare,
in quanto troppo impegnati nel valorizzare e rilanciare quello straordinario
spazio pubblico che l’Onda è stata in grado di costruire. Chi si è occupato
di questo dibattito forse non è a conoscenza che l’università, come ogni
spazio produttivo, vive di una propria temporalità, di propri ritmi e tempi
di vita.  C’è chi ha fatto come se non fosse accaduto nulla, come se la
legge 133 e il d.l. 180 non fossero mai stati approvati, ma in realtà stanno
già sortendo i loro effetti: si è aperto l’ultimo semestre dell’università
come l’abbiamo conosciuta finora. Un periodo decisivo che ci pone di fronte
a due alternative.

Da un lato la distruzione del sistema di formazione e ricerca auspicata dai
processi di riforma italiani ed europei, dall’altro l’università viva,
autoriformata dal basso attraverso l’autogestione e le pratiche di
conflitto. Nonostante continuino ad assicurarci che l’Italia sia pronta a
governare la crisi, è evidente che siamo già in un periodo di grave
recessione. Di fronte alla disoccupazione crescente, alla chiusura di
diverse imprese, all’impoverimento dilagante, tutti i governi adottano
misure anti-crisi, ad eccezione del governo italiano. In fondo, come
dichiara il ministro Brunetta, l’Italia possiede il migliore sistema di
ammortizzatori sociali d’Europa! Forse siamo pessimisti ma famiglia e lavoro
nero non ci sembrano una credibile risposta alla crisi.
In questo contesto ci sembra decisivo tornare a prendere parola nel giorno
dello sciopero di scuola e università indetto dalla Flc-Cgil per il 18
marzo. Il protocollo di restrizione dei percorsi dei cortei, firmato a Roma
in questi giorni, insieme alla limitazione del diritto di sciopero, con
ricadute pesantissime su chi proverà a bloccare la mobilità cittadina
inceppando la produzione metropolitana, non ci impedirà di tornare a
praticare conflitto in forme selvagge e imprevedibili come ci avete visto
fare in autunno. Attraverseremo quindi la giornata dello sciopero e
invitiamo i precari e gli studenti medi a farlo con noi in maniera autonoma
e indipendente. Proprio l’autonomia e l’irrappresentabilità che ci hanno
contraddistinto ci permettono di parlare il linguaggio della
generalizzazione, superando vecchi discorsi corporativi e studentisti.
Con lo stesso spirito di ricomposizione di un soggetto precario diffuso e di
ripresa di una conflittualità sociale latente possiamo già dire che vogliamo
costruire un grande appuntamento nazionale per il 28 marzo in coincidenza
con la manifestazione lanciata dai sindacati di base all’inaugurazione del
g14 su welfare e lavoro. L’Onda fin dalla sua origine ha preso parola su
questi temi e ha posto le basi di un discorso che si ponga in maniera
conflittuale con le ipotesi di gestione della crisi espresse sia dal governo
italiano che dagli altri governi europei ricercando direttamente forme
autonome per affrontare la crisi.
Questo spirito vive nella dimensione aperta con cui vogliamo costruire e
vivere queste due giornate insieme a tutti i soggetti produttori di spazio
pubblico e di conflitto.

Appuntamento alle ore 9.00 alla Minerva il 18 Marzo

NOI LA CRISI NON LA PAGHIAMO!!!

Sapienza in Onda

il cannocchiale

Commenti (3)

De Magistris dichiara di essere stato fermato per aver individuato la nuova P2

De Magistris aveva lavorato con i suoi collaboratori per anni, riuscendo a individuare in maniera pressochè esatta l’organizzazione criminale della gestione dei fondi pubblici in calabria.
Questo lavoro gli è costato fino ad ora due processi disciplinari al CSM (Consiglio superiore della Magistratura) per aver acquisito i tabulati telefonici di Clemente Mastella senza aver chiesto preventivamente l’autorizzazione al Parlamento!

Trovo assolutamente indecente che in Italia un magistrato che fa il suo lavoro debba difendersi per averlo svolto bene ed essere riuscito a trovare prove dei crimini commessi

Commenti (3)