E’ dura, veramente dura costatare che tutto l’impegno e le lotte del mondo della scuola di questi ultimi mesi non hanno prodotto nulla. Il decreto gelmini tradotto in legge. Gli studenti a piazza Navona trattati con la stessa logica utilizzata negli anni 70 contro studenti forse più agguerriti e sicuramente più organizzati anche dal punto di vista culturale. Cossiga che ammette candidamente che gli scontri si provocano appositamente, Gelmini che apre un canale su you tube (dove riceve soprattutto commenti negativi rispetto alla sua legge) attraverso il quale pretende che la gente si fidi di lei, mentre Aprea finisce di demolire l’istruzione in Italia cancellando gli organi collegiali e riducendo le scuole a fondazioni private… Nel frattempo il presidente del consiglio, sulla stessa linea di Aprea (o sarà il contrario?) propone di ridurre il diritto di voto ai parlamentari facendo votare solo i capigruppo (5, 6 persone?)
Tutto ciò ignorando totalmente quanto è stato messo in atto dai comitati in difesa della scuola pubblica nati spontaneamente in tutta Italia!
I comitati in tutta Italia, ignorati totalmente dagli organi di stampa, si sono organizzati per dimostrare la propria volontà di non soggiacere silenziosamente ad una imposizione arrogante ed irrispettosa: forti della iscrizione effettuata in prima elementare i genitori dei bambini iscritti agli anni successivi hanno stampato moduli di iscrizione alternativi a quelli proposti dal ministero li hanno compilati e reiconfermato l’iscrizione dei propri figli nelle scuole richiedendo che venisse rispettato il “patto” sottoscritto al momento della prima iscrizione alle elementari e quindi che non venisse cambiato il metodo d’insegnamento di cui i bambini hanno usufruito fino ad ora. Anche per i bambini che dovevabo essere iscritti alla prima elementare i comitati hanno predisposto moduli alternativi a quelli del ministero dove si richiedeva un tempo di 37 o 40 ore settimanale e la compresenza delle insegnanti. I moduli racolti a Roma superano le 12.000 unità!
Oggi gli studenti dell’onda, dopo una pausa esami tornano a chiamare i comitati dei genitori-insegnati delle elementar.
Questa di seguito è una mail arrivata dall’Onda al Comitato Roma Nord:
Oggetto: MOBILITAZIONE DEL 18 MARZO! IMPORTANTE!
Come annunciato precedentemente, il 18 marzo il mondo dell’istruzione
tornerà in piazza. Si torna ad inondare le strade per gli stessi motivi per
cui lo abbiamo fatto in migliaia di migliaia da ottobre a dicembre. Il dl
180 è passato e noi ci siam presi una “pausa-esami”…ma ora è tempo di
tornare a travolgere! Tutta quell’energia, quell’entusiasmo, quella rabbia
che ci hanno portato ad unirci in una grande protesta contro chi voleva e
vuole ancora distruggere il Mondo della Conoscenza, devono spingerci ancora
una volta a prendere parola. Restare zitti, restare a casa non serve a
niente, anzi peggiora la situazione. Per questo mercoledì torniamo a
manifestare, abbiamo ancora più ragioni per farlo! Tutte le nuove norme
sulla sicurezza, sugli immigrati, gli attacchi al diritto di sciopero e alla
libera espressione del dissenso non fanno altro che accrescere la rabbia per
questo paese in cui TUTTO TACE. Facciamoci sentire! Il 18 marzo è una grande
scommessa per tutti noi che abbiamo dato anima e corpo alle mobilitazioni di
questi mesi…ci siamo stati e dobbiamo continuare ad esserci!
Vi ricordo che MARTEDì 17 dalle 11.00 si svolgeranno nei corridoi e nei
cortili assemblee pubbliche nelle facoltà della città universitaria (in
particolare a Lettere, Sc. Poitiche, Farmacia, Filosofia, Fisica), per
discutere insieme della giornata di mobilitazione del giorno successivo, il
18…partecipiamo!
Ecco il comunicato ufficiale della Sapienza in vista del 18, scritto in
assemblea di
ateneo:
Verso lo sciopero del 18: riprendiamo a surfare ancora un’altra Onda!
UN’ALTRA VOLTA, UN’ALTRA ONDA: mobilitazione diffusa e generalizzata
dell’Onda!
Lo sciopero lanciato dalla Flc Cgil per il 18 marzo contro le politiche del
governo su università e ricerca è stata colta dal movimento dell’Onda come
una prima occasione di rilancio: torniamo in piazza, riprendiamo a
scioperare, costruiamo un’altra mareggiata!
Roma: appello della Sapienza in Onda per il 18 marzo, appuntamento mercoledì
18 marzo ore 9 alla Minerva.
Il dibattito pubblico in questi mesi si è incentrato sullo stato di vita o
di morte del movimento. Dibattito a cui noi non abbiamo voluto partecipare,
in quanto troppo impegnati nel valorizzare e rilanciare quello straordinario
spazio pubblico che l’Onda è stata in grado di costruire. Chi si è occupato
di questo dibattito forse non è a conoscenza che l’università, come ogni
spazio produttivo, vive di una propria temporalità, di propri ritmi e tempi
di vita. C’è chi ha fatto come se non fosse accaduto nulla, come se la
legge 133 e il d.l. 180 non fossero mai stati approvati, ma in realtà stanno
già sortendo i loro effetti: si è aperto l’ultimo semestre dell’università
come l’abbiamo conosciuta finora. Un periodo decisivo che ci pone di fronte
a due alternative.
Da un lato la distruzione del sistema di formazione e ricerca auspicata dai
processi di riforma italiani ed europei, dall’altro l’università viva,
autoriformata dal basso attraverso l’autogestione e le pratiche di
conflitto. Nonostante continuino ad assicurarci che l’Italia sia pronta a
governare la crisi, è evidente che siamo già in un periodo di grave
recessione. Di fronte alla disoccupazione crescente, alla chiusura di
diverse imprese, all’impoverimento dilagante, tutti i governi adottano
misure anti-crisi, ad eccezione del governo italiano. In fondo, come
dichiara il ministro Brunetta, l’Italia possiede il migliore sistema di
ammortizzatori sociali d’Europa! Forse siamo pessimisti ma famiglia e lavoro
nero non ci sembrano una credibile risposta alla crisi.
In questo contesto ci sembra decisivo tornare a prendere parola nel giorno
dello sciopero di scuola e università indetto dalla Flc-Cgil per il 18
marzo. Il protocollo di restrizione dei percorsi dei cortei, firmato a Roma
in questi giorni, insieme alla limitazione del diritto di sciopero, con
ricadute pesantissime su chi proverà a bloccare la mobilità cittadina
inceppando la produzione metropolitana, non ci impedirà di tornare a
praticare conflitto in forme selvagge e imprevedibili come ci avete visto
fare in autunno. Attraverseremo quindi la giornata dello sciopero e
invitiamo i precari e gli studenti medi a farlo con noi in maniera autonoma
e indipendente. Proprio l’autonomia e l’irrappresentabilità che ci hanno
contraddistinto ci permettono di parlare il linguaggio della
generalizzazione, superando vecchi discorsi corporativi e studentisti.
Con lo stesso spirito di ricomposizione di un soggetto precario diffuso e di
ripresa di una conflittualità sociale latente possiamo già dire che vogliamo
costruire un grande appuntamento nazionale per il 28 marzo in coincidenza
con la manifestazione lanciata dai sindacati di base all’inaugurazione del
g14 su welfare e lavoro. L’Onda fin dalla sua origine ha preso parola su
questi temi e ha posto le basi di un discorso che si ponga in maniera
conflittuale con le ipotesi di gestione della crisi espresse sia dal governo
italiano che dagli altri governi europei ricercando direttamente forme
autonome per affrontare la crisi.
Questo spirito vive nella dimensione aperta con cui vogliamo costruire e
vivere queste due giornate insieme a tutti i soggetti produttori di spazio
pubblico e di conflitto.
Appuntamento alle ore 9.00 alla Minerva il 18 Marzo
NOI LA CRISI NON LA PAGHIAMO!!!
Sapienza in Onda

Giovanni Fancello detto
http://precariamens.wordpress.com/2009/03/16/guardate-un-po-questo-se-siete-capaci/
Riciard detto
Sono felice di essere stato smentito su ciò che avevos critto giorni fa, ovvero sul silenzio che sembrava essere calato. Sono preoccupato invece per il volto continuanmente mostrato dal ministero e dalle forze dell’ordine. Speriamo solamente che questo possa giovare quantomeno come cassa di risonanza e far capire al mondo, fuori, che gli studenti ci sono.
Che la primavera, forse, è arrivata…
http://riciardengo.blogspot.com/2009/03/primavera-il-seme-germoglia-la-gemma.html
Silvia detto
Caro Riciard, lo spero.