Articoli taggati diritti delle donne

A un passo dalle elezioni: “donne sull’orlo di una crisi di nervi”

Giovedì 10 aprile è indetta alla casa internazionale della donna un’assemblea pubblica dalle ore 19,00

- “Porcellum” da porcata. Questo il nome che si è conquistata la Legge elettorale anticostituzionale, con la quale l’Italia andrà a votare per la seconda volta!
- Niente di nuovo sotto il tetto di cristallo: donne discriminate nelle decisioni della politica e dei partiti.
- Diritto di voto sacrificato in nome del voto utile!
- Dissenso astensionismo, partecipazione obbligata.

Di questo e di tanto altro si è parlato a Roma nell’incontro di mercoledì 3 aprile tra una quindicina di donne, che si sono incontrate nella saletta delle Donne in Nero, tra la carta straccia dei programmi dell’Unione e la preoccupazione del peggio che avanza.
Non ci stiamo, voto o non voto, noi donne non ci stiamo. Quali le iniziative già in corso e quali quelle ancora praticabili per manifestare il dissenso delle donne da questa politica sessista e di casta, armata e guerrafondaia, predatrice dell’ambiente e dei diritti di cittadinanza?


TUTTE SONO INVITATE AD INTERVENIRE

Sala Simonetta Tosi piano terra
Casa Internazionale delle Donne, via della Lungara 19, Roma

Organizza:
AFFI e Donne in Nero

trackback

Lascia un Commento

A un passo dalle elezioni: “donne sull’orlo di una crisi di nervi”

Giovedì 10 aprile è indetta alla casa internazionale della donna un’assemblea pubblica dalle ore 19,00

- “Porcellum” da porcata. Questo il nome che si è conquistata la Legge elettorale anticostituzionale, con la quale l’Italia andrà a votare per la seconda volta!
- Niente di nuovo sotto il tetto di cristallo: donne discriminate nelle decisioni della politica e dei partiti.
- Diritto di voto sacrificato in nome del voto utile!
- Dissenso astensionismo, partecipazione obbligata.

Di questo e di tanto altro si è parlato a Roma nell’incontro di mercoledì 3 aprile tra una quindicina di donne, che si sono incontrate nella saletta delle Donne in Nero, tra la carta straccia dei programmi dell’Unione e la preoccupazione del peggio che avanza.
Non ci stiamo, voto o non voto, noi donne non ci stiamo. Quali le iniziative già in corso e quali quelle ancora praticabili per manifestare il dissenso delle donne da questa politica sessista e di casta, armata e guerrafondaia, predatrice dell’ambiente e dei diritti di cittadinanza?


TUTTE SONO INVITATE AD INTERVENIRE

Sala Simonetta Tosi piano terra
Casa Internazionale delle Donne, via della Lungara 19, Roma

Organizza:
AFFI e Donne in Nero

trackback

Lascia un Commento

La manifestazione di Milano in difesa della 194

Da Acroiris.tv il servizio sulla manifestazione del 8 marzo a Milano.

Lascia un Commento

D – La lettera scarlatta – Appello dell’Unione Donne in Italia

D lettera scarlatta - iniziativa 50E50 Ovunque si decida
L’UDI ( Unione Donne in Italia ) lancia una iniziativa volta a dare visibilità ad una maggioranza inespressa. Le donne sono maggioranza nel paese ma non possono votare donne.

50E50 ovunque si decide

Le donne dell’UDI propongono a tutte le donne di indossare da ora fino al 13 aprile una spilla con la lettera D di donna per segnalare una inadempienza alle leggi sulla parità dei diritti.

Constatando che è impossibile votare delle donne perchè con l’attuale legge elettorale è impossibile scegliere un qualunque candidato, constatando che le donne nelle liste elettorali sono comunque in minoranza, esprimono con questo simbolo la volontà di esserci e di contare come effettiva maggioranza nel Paese

Qui puoi trovare il comunicato dell’UDI e le modalità per richiedere la spilla

Commenti (1)

D – La lettera scarlatta – Appello dell’Unione Donne in Italia

D lettera scarlatta - iniziativa 50E50 Ovunque si decida
L’UDI ( Unione Donne in Italia ) lancia una iniziativa volta a dare visibilità ad una maggioranza inespressa. Le donne sono maggioranza nel paese ma non possono votare donne.

50E50 ovunque si decide

Le donne dell’UDI propongono a tutte le donne di indossare da ora fino al 13 aprile una spilla con la lettera D di donna per segnalare una inadempienza alle leggi sulla parità dei diritti.

Constatando che è impossibile votare delle donne perchè con l’attuale legge elettorale è impossibile scegliere un qualunque candidato, constatando che le donne nelle liste elettorali sono comunque in minoranza, esprimono con questo simbolo la volontà di esserci e di contare come effettiva maggioranza nel Paese

Qui puoi trovare il comunicato dell’UDI e le modalità per richiedere la spilla

Commenti (1)

Intimidazione e abusi sulle donne a Bologna

Comunicato Stampa
UDI Nazionale 2 marzo 2008

Sabato pomeriggio a Bologna tre ragazze stavano distribuendo in zona universitaria un volantino per informare le cittadine e i cittadini che si stava organizzando un presidio per solidarietà a Mara e a tutte le donne che hanno avuto il coraggio e la forza di denunciare il loro aggressore, rompendo così il silenzio della violenza quotidiana che le donne subiscono. Il volantino esprime la volontà delle donne di volerci essere davanti al Tribunale di Bologna, dove il 4 marzo si svolge il processo contro il violentatore di Mara, STUPRATA al Parco Nord della città il 26 agosto 2006 (lo ricorderete tutte!).
Ebbene le tre donne sono state bloccate da un’auto. Sono scesi tre uomini. In strada non c’era nessuno in quel momento.

Le ragazze hanno avuto paura e si sono strette tra loro mentre questi uomini si avvicinavano gridando “Dateci i documenti”.
La più coraggiosa ha esclamato “Ma chi siete?” solo dopo si qualificavano come Digos.
Le ragazze cercavano di capire perché questo succedesse. Una di loro ha chiesto aiuto ai passanti, dato il comportamento palesemente o intenzionalmente aggressivo, idoneo a generare timore e a limitare la loro libertà morale.
Un’altra aggiungeva “Scusate, non mi fido. Voi siete in tre, ho paura”. Sono state chiamate ben tre pattuglie della polizia, e mentre una ragazza contattava un’avvocata dell’UDI che le diceva di dare le generalità, un poliziotto le sequestrava il cellulare impedendole di parlare con l’avvocata e rifiutandosi di spiegare la situazione.
Le ragazze sono state portate in Questura nonostante che, dopo la telefonata all’avvocata avessero dichiarato di voler dare le generalità. Con arroganza e fare autoritario, le hanno afferrate per un braccio e per la testa pretendendo di condurle con la forza e infilatele in macchina come delinquenti le hanno portate in Questura, fotografate e hanno preso le impronte digitali.
Trattenute per quattro ore senza motivo. C’era anche una poliziotta, che è stata allontanata dai colleghi perchè non era d’accordo con quei metodi. Questi i fatti.

Oggi viviamo un paradosso!
Le forze dell’ordine che dovrebbero garantire l’ordine pubblico e la serenità sociale, con modi sconvenienti e inurbani hanno letteralmente terrorizzato delle ragazze che legittimamente manifestavo il loro sostegno a quelle donne che hanno subito violenza.

Lo sanno o dobbiamo spiegarlo noi a questi uomini che una ragazza oggi ha paura? Quando degli uomini si avvicinano ad una donna in una strada buia e poco frequentata dovrebbero sapere che la reazione della donna è comunque di timore, PERCHE’ UNA DONNA SA QUELLO CHE PUO’ SUCCEDERLE!

E QUESTI UOMINI, QUESTI POLIZIOTTI, NON POSSONO nell’occasione del compimento di un’attività seppur legittima, DISTRUGGERE IL RISPETTO CHE L’AUTORITÀ DEVE TRARRE, NON DALLA DIVISA CHE I SUOI RAPPRESENTANTI PORTANO, MA DALLA LEGGE CHE ESSI RAPPRESENTANO
Questo tipo di atteggiamento è riprovevole nei confronti di CHIUNQUE , ma in particolar modo nei confronti delle donne che nell’occasione difendevano in maniera civile i propri diritti e dignità.
Le donne oggi sono oggetto di soprusi e di violenza che non è solo quella fisica.
Questo stato di intimidazione in cui vengono poste le donne che non stanno alle “regole” non è giustificabile, nè sopportabile.
Le nostre nonne venivano arrestate nel 1946 perchè vendevano le mimose l’8 marzo, altre venivano arrestate perchè distribuivano volantini per sostenere il diritto al voto delle donne.
STIAMO RITORNANDO BRUSCAMENTE AL PASSATO?

UDI – UNIONE DONNE IN ITALIA
Sede nazionale, via dell’Arco di Parma 15 ROMA tel. 06.6865884
udinazionale@gmail.com www.udinazionale.org

Commenti (1)

Giornata Internazionale contro la violenza sulle Donne

Comunicato stampa Roma, 23 ottobre 2007

L’assemblea di singole donne e di realtà associative femminili, femministe e lesbiche, provenienti da tutta Italia, che si sono riunite in assemblea pubblica domenica 21 ottobre a Roma presso la Casa Internazionale delle Donne, sulla base dell’appello diffuso dal sito
www.controviolenzadonne.org hanno indetto una

MANIFESTAZIONE NAZIONALE A ROMA – SABATO 24 NOVEMBRE 2007 – ORE 14
In occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle Donne

L’Assemblea ha denunciato le continue violenze e gli assassini che avvengono in contesti familiari da parte di padri, fidanzati, mariti, ex e conoscenti.
La violenza contro le donne viene attribuita alla devianza di singoli, mentre avviene principalmente all’interno del nucleo familiare dove si strutturano i rapporti di potere e di dipendenza.
L’aggressività maschile è stata riconosciuta (dati Onu) come la prima causa di morte e di invalidità permanente per le donne in tutto il mondo.
L’Assemblea ha sottolineato come il tema, soprattutto in Italia, continua a essere trattato dai mezzi di informazione come cronaca pura, avallando la tesi che sia qualcosa di ineluttabile, mentre si tratta di un grave arretramento della relazione uomo donna.
L’Assemblea ha richiesto con forza che il tema non venga ricondotto, come si sostiene da più parti, a un problema di sicurezza delle città o di ordine pubblico. La violenza sulle donne non potrà essere sconfitta attraverso scorciatoie legislative e provvedimenti solo di stampo repressivo.
La violenza maschile non conosce differenze di classe, etnia, cultura e religione e senza un reale cambiamento culturale e politico che sconfigga una volta per tutte patriarcato e maschilismo non può esserci salto di civiltà.
Tutte le donne e le realtà associative presenti all’Assemblea del 21 ottobre hanno unanimemente stabilito di prendere la parola in piazza SABATO 24 NOVEMBRE a Roma per affermare, non come vittime ma come protagoniste, la libertà di decidere delle proprie vite nel pubblico e nel privato, ribadendo l’autodeterminazione e la forza delle pratiche politiche femminili e femministe.

Per firmare l’appello
www.controviolenzadonne.org

Informazioni alla Stampa
Monica Pepe – 340 8071544 stampa@controviolenzadonne.org
Roberta Corbo – 339 7748458 robertacorbo@libero.it
Barbara Romagnoli – 339 6365001
barbara@amisnet.org

Lascia un Commento