“Disposizioni urgenti in materia di istruzione e università”
Ovviamente il decreto legge della Gelmini è passato al Senato.
Ovviamente è passato ignorando i cortedi degli studenti e il sit-in pacifico che da ieri sera i ragazzi dell’università e delle scuole medie superiori hanno organizzato per ribadire democraticamente il proprio dissenso!
Anche io questa mattina ho partecipato al sit-in a Piazza Navona ed ho avuto una bellissima iniezione di fiducia vedendo tanti ragazzi in piazza!
Era una piazza pacifica, per la maggior parte di studenti liceali. Ho visto striscioni e rappresentanze di molti licei romani, il Virgilio, il Visconti, l’Augusto, Il Mamiani. Insieme ai liceali molti giovani studenti di medicina con i loro camici bianchi a difendere l’Università pubblica, già oggi martoriata da mali difficili da superare come quello della penuria di mezzi e di risorse economiche in cui versa la ricerca portata avanti da ricercatori con stipendi da fame che vedranno tagliarsi anche l’indispensabile per attuare la ricerca, sempre che riescano a mantenere il posto di ricercatore!
Parlando con i ragazzi mi sono subito resa conto che nessuno di loro si aspettava che il decreto 137 fosse ritirato e nonostante ciò erano convinti che la loro presenza lì fosse necessaria ed importante, importante per mostrare che il dissenso non è “di pochi estremisti” ma di molti, moltissimi studenti, preoccupati per il proprio diritto allo studio, preoccupati per l’evidente abbassamento del livello di tutta la cultura italiana unico disegno visibile di questo governo!!!
Verso le 11,00 da corso Vittorio è entrato nella piazza un gruppo di studenti del “blocco studentesco”, una formazione di estrema destra che dichiarava di voler partecipare pacificamente alla protesta gridando lo slogan “né rossi bé neri ma liberi pensieri”.
Subito dopo, verso le 11,20 alcuni ragazzi si sono ritirati da sotto al Senato lamentando che i ragazzi di destra avevano caricato facendo un cordone per riuscire a raggiungere i primi posti sotto alle finestre del Senato. I ragazzi dei gruppi di sinistra erano in evidente maggioranza e alcuni tra loro sono andati a parlare con il blocco studentesco per cercare di mediare e trovare un accordo.
Intorno alle ore 11.45 i ragazzi di blocco studentesco hanno cercato di avviarsi sotto il Ministero della pubblica Istruzione ma gli è stata sbarrata l’uscita dalla piazza dai carabinieri attrezzati in tenuta antisommossa con tanto di caschi blu e scudi.
I caschi blu hanno caricato i ragazzi che volevano uscire dalla piazza obbligandoli a rimanere dentro. Nel frattempo da corso Vittorio è arrivato un corteo che si dichiarava “antifascista” cantando uno slogan che non dava adito a fraintendimenti “Siamo tutti antifascisti”. I ragazzi di destra a quel punto si sono spostati verso il lato opposto della piazza verso lungotevere, via S. Agostino, e i carabinieri li hanno seguiti chidendo anche qui la via d’uscita e praticamente spingendoli verso il corteo antifascista!
Ancora una volta si parla di scontri tra opposte fazioni e di scontri tra studenti.
A quanto mi risulta gli studenti non avevano nessuna volontà di scontrarsi, pur avendo posizioni ideologiche nettamente diverse al loro interno!
Sono stati messi nelle peggiori condizioni possibili dai carabinieri che, ad arte, hanno creato le condizioni per gli scontri!
Non ci basta ancora con le strumentalizzazioni?
Non abbiamo ancora imparato che lo scontro è ricercato scientemente e viene utilizzato per deleggittimare qualunque tipo di protesta?
La protesta di questi giorni contro la disintegrazione della scuola italiana non ha nessun burattinaio occulto!
Le persone in Italia hanno ancora la capacità di pensare in maniera indipendente e di organizzarsi dalla base, cosa che hanno fatto i comitati dei genitori nati spontaneamente in moltissime scuole elementari in tutta Italia come nelle Università e nei licei.