Articoli taggati no Gelmini

e.mail al Presidente Napolitano – in difesa della scuola pubblica

E’ stata proposta una ciberazione per mostrare il dissenso  al decreto Gelmini, io ho aderito e inviato la mail al Presidente della Repubblica per chiedere di non firmare il decreto 137

Chiunque volesse aderire può farlo copiando il testo riportato qui sotto ed inserendo i propri dati nel sito della Presidenza della Repubblica (basta cliccare sul link per raggiungerlo.

Il testo da inserire è il seguente:

Onorevole Presidente,
in difesa del carattere pubblico dell’istruzione nel nostro Paese,
Le chiedo di non apporre la sua firma al decreto Gelmini

Deferenti e cordiali saluti firma

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Più di UN MILIONE DI PERSONE alla manifestazione di Roma in difesa della scuola

Oggi in piazza della Repubblica a Roma si sono dati appuntamento tantissimi italiani, tanti che la piazza non riusciva a contenerli!

Si sono formati diversi cortei uno è sceso su via Nazionale, uno per via Cavour l’altro si è avviato verso piazza Barberini. All’altezza del traforo tra  via Nazionale e via del Tritone uno spezzone del corteo proveniente da via Nazionale si è ricongiunto allo spezzone che andava verso  Piazza del Popolo, ma tanti ragazzi delle scuole superiori e dell’Università hanno proseguito per raggiungere Piazza Navona e il Ministero dell’Istruzione!

Io ero a Piazza Barberini e sono stata ferma per circa un’ora a guardare sfilare una massa enorme di persone, non si vedeva la fine del corteo che continuava a scendere da Via Bissolati e da via delle Quattro Fontane!

Incredibilmente via del Tritone era sbarrata da Guardia di Finanza e Polizia e il corteo è stato incanalato nella stretta via Sistina.

Alla luce dei fatti di ieri a Piazza Navona ho trovato molto pericoloso far incanalare un corteo così grande in un budello stretto come via Sistina, ma per fortuna mi sbagliavo! Nessuno scontro solamente una folla colorata e molto arrabbiata che gridava slogan contro la Gelmini ribattezzata da molti “Beata Ignoranza” con tanto di santino…

Solo a vedere la parte di corteo che mi è sfilata davanti a piazza Barberini ho avuto l’impressione che ci fossero almeno un miolne di persone!!!

E non avevo visto  ancora tutta la gente  in via Cavour e Via Nazionale!!!

Spero che questa maggioranza arrogante e indifferente al dissenso manifestato da così larga parte dell’opinione pubblice non rimanga sulle sue posizioni continuando a dichiarare che “non hanno capito la legge proposta” o che “sono tutti  imbrogliati dalla sinistra”!

Non credo assolutamente che gli Italiani siano un branco di persone così manovrabili e incapaci di pensiero autonomo come vorrebbero farci credere!

Al di là di ogni altra considerazione trovo assolutamente offensivo che si continui a parlare di “frange isolate” di “facinorosi” e di “strumentalizzati dalla sinistra”

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Sotto al Senato per ribadire il dissenso alla legge 137

“Disposizioni urgenti in materia di istruzione e università”

Ovviamente il decreto legge della Gelmini è passato al Senato.

Ovviamente è passato ignorando i cortedi degli studenti e il sit-in pacifico che da ieri sera i ragazzi dell’università e delle scuole medie superiori hanno organizzato per ribadire democraticamente il proprio dissenso!

Anche io questa mattina ho partecipato al sit-in a Piazza Navona ed ho avuto una bellissima iniezione di fiducia vedendo tanti ragazzi in piazza!

Era una piazza pacifica,  per la maggior parte di studenti liceali. Ho visto striscioni e rappresentanze di molti licei romani, il Virgilio, il Visconti, l’Augusto, Il Mamiani. Insieme ai liceali molti giovani studenti di medicina con i loro camici bianchi a difendere l’Università pubblica, già oggi martoriata da mali difficili da superare come quello della penuria di mezzi e di risorse economiche in cui versa la ricerca portata avanti da ricercatori con stipendi da fame che vedranno tagliarsi anche l’indispensabile per attuare la ricerca, sempre che riescano a mantenere il posto di ricercatore!

Parlando con i ragazzi mi sono subito resa conto che nessuno di loro si aspettava che il decreto 137 fosse ritirato e nonostante ciò erano convinti che la loro presenza lì fosse necessaria ed importante, importante per mostrare che il dissenso non è “di pochi estremisti” ma di molti, moltissimi studenti, preoccupati per il proprio diritto allo studio, preoccupati per l’evidente abbassamento del livello di tutta la cultura italiana unico disegno visibile di questo governo!!!

Verso le 11,00 da corso Vittorio è entrato nella piazza un gruppo di studenti del “blocco studentesco”, una formazione di estrema destra che dichiarava di voler partecipare pacificamente alla protesta gridando lo slogan “né rossi bé neri ma liberi pensieri”.

Subito dopo, verso le 11,20 alcuni ragazzi si sono ritirati da sotto al Senato lamentando che i ragazzi di destra avevano caricato facendo un cordone per riuscire a raggiungere i primi posti sotto alle finestre del Senato. I ragazzi dei gruppi di sinistra erano in evidente maggioranza e alcuni tra loro sono andati a parlare con il blocco studentesco per cercare di mediare e trovare un accordo.

Intorno alle ore 11.45 i ragazzi di blocco studentesco  hanno cercato di avviarsi sotto il Ministero della pubblica Istruzione ma gli è stata sbarrata l’uscita dalla piazza dai carabinieri attrezzati in tenuta antisommossa con tanto di caschi blu e scudi.

I caschi blu hanno caricato i ragazzi che volevano uscire dalla piazza obbligandoli a rimanere dentro. Nel frattempo da corso Vittorio è arrivato un corteo che si dichiarava “antifascista” cantando uno slogan che non dava adito a fraintendimenti “Siamo tutti antifascisti”. I ragazzi di destra a quel punto si sono spostati verso il lato opposto della piazza verso lungotevere, via S. Agostino, e i carabinieri li hanno seguiti chidendo anche qui la via d’uscita e praticamente spingendoli verso il corteo antifascista!

Ancora una volta si parla di scontri tra opposte fazioni e di scontri tra studenti.

A quanto mi risulta gli studenti non avevano nessuna volontà di scontrarsi, pur avendo posizioni ideologiche nettamente diverse al loro interno!

Sono stati messi nelle peggiori condizioni possibili dai carabinieri che, ad arte, hanno creato le condizioni per gli scontri!

Non ci basta ancora con le strumentalizzazioni?

Non abbiamo ancora imparato che lo scontro è ricercato scientemente e viene utilizzato per deleggittimare qualunque tipo di protesta?

La protesta di questi giorni contro la disintegrazione della scuola italiana non ha nessun burattinaio occulto!

Le persone in Italia hanno ancora la capacità di pensare in maniera indipendente e di organizzarsi dalla base, cosa che hanno fatto i comitati dei genitori nati spontaneamente in moltissime scuole elementari in tutta Italia come nelle Università e nei licei.

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La lotta per la difesa della cultura e di ogni ordine di scuola è passata per l’Uniersità di Roma ieri 26/10 2008!

Mi sono rincuorata ieri mattina quando, arrivata a Piazzale Aldo Moro con mio figlio Matteo, ho trovato una lunga fila di genitori con bambini!!!
Tanti mi parevano, almeno un centinaio a occhio e croce!
“ottima cosa” mi sono detta”la gente di Roma ha recepito il messaggio dei ragazzi di fisica! Bene, benissimo”.
Ma quello che vedevo non era che l’inizio. Il tempo di metterci in fila e già la fila si allungava, e già vedevo papà e figli in bicicletta sbucare dalle vie limitrofe, macchine che parcheggiavano e da cui uscivano mamme e bambini.

Fila fuori dellUniversità

Fila fuori dell'Università

La fila serviva per assegnare un colore ad ogni bambino e dividerli così in gruppi che entrati con studentesse e studenti con al collo un cartoncino del loro stesso colore li guidavano in un percorso di scoperte magico-scientifiche!
Arrivati nel prato dietro al Rettorato mi sono resa conto che tanti bambini e genitori erano già lì ad attenderci!
Tanti ci seguivano. Secondo me i bambini superavano i 500 e gli adulti erano per lo meno 4 volte tanti!
L’aula magna di Fisica, nella quale si è svolta una conferenza organizzata da studenti e professori di antropologia era strapieno: c’erano persone in piedi e sedute sui gradini!

esperimenti

Sono uscita dall’aula magna prima della fine della conferenza ed ho trovato tanti adulti che seguivano i gruppi di bambini nelle varie “stazioni scientifiche”.

Voglio ringraziare i ragazzi e i professori che hanno organizzato e realizzato tutto ciò!

Se il livello di questa protesta continuerà ad essere mantenuto così alto sarà senz’altro un grande passo avanti nella difesa della cultura e della democrazia in Italia!

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In 300.000 per dire no tagli alla scuola!

Eravamo in tanti ieri a piazza della Repubblica, talmente tanti non non poter essere contenuti tutti nella piazza! E molti si sono aggregati al corteo da piazza dei Cinquecento, appena scesi dai treni che li hanno portati a Roma.
La pioggia non ha fermato la voglia di esserci e far sentire la propria voce.
C’erano mamme e bambini incappucciati nei loro impermeabili con striscioni eloquenti. Lo striscione di mio figlio, rimediato da una tenda di casa diceva: “CONTRO LA SCUOLA DEI PADRONI 10 100 1000 OCCUPAZIONI”, slogan che ha sentito cantare durante la fiaccolata del 14 dai ragazzi del liceo Mamiani e subito adottato.
C’erano carrozzine per disabili portate in spalla da maestri di sostegno i quali ci ricordavano che la quasi totalità dei bambini disabili frequenta la scuola pubblica e nonostante ciò alla scuola pubblica vengono tagliati dei fondi essenziali a questo servizio mantenuti integri però nelle scuole parificate!
C’erano maestre e maestri in lotta per mantenere il proprio posto di lavoro, c’erano studenti universitari, ricercatori, studenti delle superiori tutti insieme per una battaglia di salvaguardia della cultura italiana, già al collasso e bisognosa di interventi urgenti prima del decreto Gelmini che le ha dato invece il colpo di grazia sottraendole circa 8 milioni di euro!!

Considerando a freddo, facendo in modo che la rabbia per lo scippo della cultura si sedimenti un pochino e lasci la mente lucida viene da pensare che forse il disegno di un “popolo bue” non è neanche il movente della decisione sui tagli alla scuola, il movente reale è probabilmente l’emergenza economica e se una coperta è troppo stretta ovviamente qualcosa deve rimanere fuori…
Dispiace veramente che sia la scuola a rimanere fuori, specialmente quando si apprende che sono pronti interventi economici di sostegno per le industrie e imprese private!!!
Come possiamo avere i soldi per sostenere la borsa quando non ne abbiamo per la scuola?
come è possibile che si sostenga per esempio la compagnia di bandiera quando agli ospedali manca anche l’ago per le siringhe???
E’ che la cultura, come la sanità, non da un ritorno economico immediato al paese anzi di solito non lo da afatto perchè “chi muore giace” e dunque non paga e “chi si laurea espatria” perchè delle sue competenze qui non ce ne facciamo niente!!!

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