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CRISTIANESIMO OBBLIGATORIO A SCUOLA in difesa dei valori tradizionali!

Giovedì 22 gennaio 2009 la VII Commissione permanente della Camera dei Deputati ha approvato la risoluzione sul tema della “Salvaguardia della tradizione culturale e spirituale legata al Cristianesimo nelle politiche scolastiche” proposta dall’on. Garagnani (7-00076)

La risoluzione approvata dalla VII Commissione permanente della Camera dei Deputati sul tema “Salvaguardia della tradizione culturale e spirituale legata al Cristianesimo nelle politiche scolastiche” è un insulto alla cultura ed alla conoscenza delle reali radici culturali italiane che non sono esclusivamente basate sul cattolicesimo e sul cristianesimo e, se fossi cattolica giudicherei un insulto allo spirito CRISTIANO l’imposizione e la salvaguardia per legge di una religione e di un insegnamento che per sua natura dovrebbe essere abbracciato e scelto consapevolmente da ogni individuo. Il cristianesimo predica l’amore e l’accoglienza, mi pare, non l’imposizione e la salvaguardia di un popolo dall’altro…

La discussione di tale Risoluzione era stata avviata il 4 dicembre 2008 ed era stata presentata a suo tempo dal sottosegretario on. Pizza una apposita Relazione governativa.

Ecco i testi dei due documenti ufficiali la Relazione approvata dalla VII Commissione permanente della Camera
e la Relazione Governativa

RISOLUZIONE APPROVATA versione definitiva (8-00027)

La VII Commissione, premesso che:
mai come in questi ultimi tempi l’opinione pubblica italiana si interroga sul futuro in riferimento alla propria identità culturale; la migrazione extra-comunitaria, l’allargamento dell’Unione europea ai Paesi dell’est Europa ed il progressivo dilatarsi di un certo fondamentalismo islamico chiamano in causa l’Occidente, la sua storia e il suo futuro, strettamente legati alla tradizione cristiana, che ne definisce l’essenza e ne è elemento costitutivo; in questo contesto, non può non destare preoccupazione quella sorta di relativismo culturale e di nichilismo etico che, in nome di una presunta tolleranza e rispetto di tradizioni diverse dalle nostre, non sostiene i presupposti della nostra civiltà, e rischia di omologare tutte le culture in un amalgama indistinto in cui la nostra storia, italiana ed europea, perde di valore. La scuola è terreno privilegiato in cui sperimentare un approccio culturale ai temi dell’integrazione in nome di ideali di accoglienza e solidarietà, che, per essere davvero tali devono fondarsi sul ricordo del proprio passato e devono essere ancorate alle proprie radici culturali e spirituali; il fallimento del modello di integrazione delle democrazie nord-europee e l’esperienza di Paesi come l’Olanda, la Danimarca e, in modo diverso la Francia e la Germania, pone per il nostro Paese il problema di una legislazione scolastica che, nell’affrontare, in modo graduale e rispettoso dei diritti della persona, il problema dell’integrazione dei cittadini comunitari ed extracomunitari, sappia difendere la tradizione culturale italiana, ed europea, quale si è manifestata nel corso dei secoli, e proporla, evitando denigrazioni o dimenticanze, agli studenti di ogni provenienza culturale; al riguardo è bene ricordare che l’insegnamento della religione cattolica, basato su un’adesione volontaria dello studente, risponde a un’esigenza religiosa importante ed essenziale, ma distinta da quella eminentemente culturale e laica che sarebbe opportuno introdurre nella legislazione scolastica e proporre a tutti, impegna il Governo a far sì che nell’ambito dell’autonomia scolastica, e fatta salva la libertà di insegnamento dei docenti, sia reso esplicitamente obbligatorio nelle indicazioni nazionali il preciso riferimento alla nostra tradizione culturale e spirituale che si riconnette esplicitamente al Cristianesimo.
(8-00027) «Garagnani, Granata, Goisis, Mazzuca, Palmieri, Centemero».

RELAZIONE PRESENTATA DAL GOVERNO del 4 dicembre.

Si condivide l’opinione dell’Onorevole interrogante che il giusto principio dell’accoglienza e dell’integrazione possa essere realizzato solo laddove si conservi la memoria del proprio passato e delle proprie radici culturali, in quanto è soltanto con l’affermazione della propria identità, che si può riconoscere e comprendere l’identità degli altri.
Ricordo che l’insegnamento della religione cattolica nelle scuole di ogni ordine e grado è regolamentato da norme pattizie che rappresentano la sintesi finale di posizioni ed interessi rappresentati dall’autorità scolastica italiana e dalla Conferenza Episcopale.
La legge n. 121 del 1985 di ratifica ed esecuzione dell’accordo con protocollo addizionale, firmato a Roma il 18 febbraio 1984, che apporta modifiche al Concordato lateranense dell’11 febbraio 1929, tra la Repubblica italiana e la Santa Sede, che già prevedeva un esplicito riferimento alla tradizione culturale del Cattolicesimo, all’articolo 9, comma 2, precisa che «La Repubblica italiana, riconoscendo il valore della cultura religiosa e tenendo conto che i principi del cattolicesimo fanno parte del patrimonio storico del popolo italiano, continuerà ad assicurare, nel quadro delle finalità della scuola, l’insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche non universitarie di ogni ordine e grado.
Nel rispetto della libertà di coscienza e della responsabilità educativa dei genitori, è garantito a ciascuno il diritto di scegliere se avvalersi o non avvalersi di detto insegnamento».
Peraltro la nascita della religione cristiana, le sue peculiarità e il suo sviluppo così come le vicende dei rapporti tra Stato e Chiesa, con particolare riferimento all’Italia, già sono oggetto di studio nell’insegnamento della storia sin dalla scuola primaria e rappresentano, trasversalmente, l’asse portante di altri insegnamenti.
Faccio riferimento, in particolare, allo studio della letteratura italiana, molti testi della quale (e basti citare la Commedia dantesca) risulterebbero incomprensibili senza gli opportuni riferimenti alla dottrina cattolica e al dibattito teologico, o alla storia dell’arte, per secoli legata inscindibilmente all’iconografia cristiana.
Proprio per questo motivo le indicazioni nazionali relativamente al primo ciclo di istruzione fanno esplicito riferimento al Cristianesimo e stessa cura verrà posta nelle indicazioni nazionali relative al secondo ciclo di Istruzione, proprio al fine di rispondere ad una ineludibile esigenza
culturale degli studenti.

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L’onda non accenna a decrescere! Gli studenti italaini redigono un documento unitario in cui chiedono l’appoggio della cittadinanza, ricordano Piazza Fontana e solidarizzano con gli studenti in Grecia commemorando Anreas

DOCUMENTO POLITICO FINALE DELL’ASSEMBLEA NAZIONALE DEGLI STUDENTI MEDI A PISA DEL 7 DICEMBRE.

Viviamo una crisi economica sistemica, dovuta all’esplosione dell’economia capitalista, prodotta da banchieri, imprenditori, politici, mafie e speculatori, che hanno investito su capitali ipotetici in realtà inesistenti. Questa grande crisi attuale colpisce tutti e ci viene fatta pagare in termini di tagli e privatizzazioni, negazioni di diritti, smantellamento del welfare e di politiche sociali.
“Noi la crisi non la paghiamo” è lo slogan lanciato dalle scuole e facoltà in mobilitazione da mesi, e gridato adesso anche da tutti i soggetti sociali che la crisi non vogliono pagarla, dai precari ai migranti, dai pendolari ai lavoratori Alitalia, dagli insegnanti agli occupanti di case.
In questi mesi l’Onda sta dimostrando di saper parlare linguaggi diversi, di essere uno studente come un professore, un precario come un genitore, ha mostrato a tutti come ribellarsi alla crisi sia possibile; per questo sentiamo la necessità di guardare oltre le scuole e le università.
Il 12 dicembre sarà sciopero generale, un altro sciopero convocato anche grazie all’Onda, che ovviamente generalizzeremo, chiudendo le nostre scuole e scendendo in piazza, senza portare sterili solidarismi ai lavoratori, ma costruendo insieme ad essi una battaglia che è comune.
Infatti, il nostro governo per uscire dalla crisi sta tentando di distruggere ogni senso di comunità sociale, mettendo individuo contro individuo, dirigendo la ricchezza dalle fasce sociali più basse all’alta finanza e nutrendosi allo stesso tempo di razzismo e xenofobia, fomentando una guerra tra poveri, nascosta sotto il nome di meritocrazia.
A questa atomizzazione della società noi rispondiamo nel senso inverso, valorizzando la forza dell’azione collettiva nazionale; oggi è solo l’unione di individui, capaci di autodeterminarsi collettivamente, che può opporsi con forza ed efficacia a questi attacchi indiscriminati.
Il concetto di meritocrazia distorta si ripropone all’interno della scuola, dove serve a nascondere la selezione sociale; la stessa scuola che già adesso risponde a logiche di discriminazione e disuguaglianza e che tradisce la sua natura costituzionale, poiché basandosi sulle logiche del profitto, si nega come strumento di emancipazione sociale.
Gli otto miliardi di tagli della finanziaria all’istruzione e la devastazione della legge Gelmini, hanno spianato il terreno e aperto le porte allo smantellamento completo dell’istruzione pubblica.
Il culmine di questo processo ora lo vediamo nella proposta di legge del deputato Aprea, presidente della commissione cultura della camera.
Come per l’università, il completamento della privatizzazione dell’istruzione pubblica coincide con l’istituzione del regime di fondazione: la qualità dei percorsi di formazione sarà determinata dai finanziamenti degli enti privati esterni che attraverso questi acquisteranno un posto nel Consiglio di amministrazione, l’organo che sostituisce il Consiglio d’Istituto, ma ne diminuisce il numero.
La proposta Aprea parla di partner esterni affiliati alle scuole, sancendo definitivamente la vendita del sistema formativo alle logiche di mercato e di business.
La proposta di legge comprende anche una ristrutturazione dell’ordinamento giuridico degli insegnanti, che impone un anno obbligatorio di precariato e la suddivisione in docenti iniziali, ordinari ed esperti. L’uscita dal precariato ed il passaggio di livello è affidato al parere favorevole dei docenti esperti, figure di fatto analoghe ai baroni universitari.
Questo comporta un’ulteriore verticalizzazione dell’intero sistema di educazione, a partire dal nuovo ruolo manageriale del preside, le cui funzioni arrivano fino alla contrattazione individuale con i singoli docenti.
Come studenti abbiamo la necessità di attraversare queste logiche di verticalizzazione, costruendo dal basso la nostra autoriforma, partendo dalle pratiche quotidiane di autogestione e occupazione, di liberazione di spazi e tempi.
L’autoriforma parte dalla rivalutazione del ruolo dello studente all’interno della scuola e della sua stessa formazione, per questo si basa sulla riappropriazione dei contenuti, anche attraverso la collaborazione studente-docente. La cultura e il sapere critico della nostra autoriforma si contrappongono alla sterilità del nozionismo
degli attuali programmi ministeriali. Per questo riteniamo fondamentale aprire la didattica ad una programmazione collettiva e condivisa, riscrivendo i programmi dal basso all’interno dei gruppi di materia, rendendo lo studente componente fondamentale ed attiva dell’istruzione e la scuola in grado di saper affrontare i mutamenti generazionali e sociali.
Ad esempio una di queste evoluzioni è il meticciamento e la multietnicità. La cultura deve saper essere inclusiva e valorizzare l’eterogeneità culturale, rifiutando ogni tentativo di introduzione del razzismo, come per le classi ghetto.
La formazione deve essere accessibile a tutti, senza discriminazioni né per il colore della pelle, né per la possibilità economica: per questo dai libri di testo ai trasporti, dai teatri ai musei, l’accesso ai saperi deve essere gratuito e libero.
E’ evidente che per garantire tutto questo servono fondi, gli stessi fondi di cui l’istruzione, come la sanità e l’intero settore pubblico vengono continuamente privati, mentre basta un prete per farli saltare fuori e mentre vengono continuamente finanziate le spese militari.
La scuola non deve pagare la crisi economica né in termini di finanziamenti, né tantomeno in termini di vite. La tragedia di Rivoli testimonia l’assurdità di anni di politiche di tagli e disinteresse nei confronti dell’edilizia scolastica. Non si può morire di scuola, non si può morire sul lavoro, non si può morire nelle piazze.
Gli stessi meccanismi di intimidazione e repressione che vediamo applicati nelle nostre città hanno raggiunto le peggiori conseguenze sabato scorso ad Atene, dove un ragazzo di 15 anni, Andreas, è stato ucciso dai colpi sparati da una camionetta di polizia durante un corteo in favore del diritto allo studio.
Ad ogni meccanismo e strategia di tensione rispondiamo che non siamo noi ad avere paura.
A dimostrare di averne sono i governi in crisi che, non sapendo più come gestire un sistema che gli è sfuggito dalle mani, un’onda in grado di travolgerli, sono pronti persino a sparare, a sguinzagliare i soliti utili idioti provocatori nelle piazze, a denunciare e sgomberare gli studenti che occupano.
La loro debolezza non ci spaventa, le politiche securitarie non possono fermare il movimento di oggi come quello di ieri.
Il 12 dicembre, nell’anniversario della strage di piazza Fontana del 1969, dedicheremo le nostre manifestazioni ad Andreas. Intanto, in questi giorni riempiremo le nostre città di iniziative diffuse per denunciare la vergogna di questo omicidio e per chiedere giustizia.
Stiamo lottando da anni in difesa della scuola pubblica e per la costruzione di un sistema formativo migliore. Continuiamo adesso di fronte ai nuovi tentativi di svendita e di privatizzazione: in concomitanza della discussione in parlamento della proposta di legge Aprea ci saranno giornate di autogestione, occupazione, blocco della
didattica e nei giorni dell’approvazione una grande data di mobilitazione nazionale in ogni città, che miriamo a condividere con una cittadinanza consapevole dei problemi della scuola, che riguardano l’intera società.

COLLETTIVI E COORDINAMENTI STUDENTESCHI DI: PISA, MILANO, ROMA, BOLOGNA, TORINO, NAPOLI, BARI, REGGIO EMILIA, VIAREGGIO, CAGLIARI, FIRENZE, EMPOLI, LA SPEZIA, ALESSANDRIA, POTENZA, PARMA, LIVORNO, MASSA, LUCCA, VELLETRI, VERONA.

In tutto il web si parla dell’onda
e l’onda cresce…..

http://liberaroma.wordpress.com/2008/12/07/appello-della-sapienza-verso-lo-sciopero-generale-del-12-dicembre/
http://www.uniriot.org/index.php?option=com_content&task=view&id=496&Itemid=100
http://www.rassegna.it/articoli/2008/12/11/40518/sciopero-generale-anche-londa-degli-studenti-sara-in-piazza http://piemonte.indymedia.org/article/3575
http://www.dongiorgio.it/pagine/prova.php?id=1382&nome=prima
http://www.globalproject.info/art-18063.html
… e ce ne sono altri!!!
Ma tanti altri!!!

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Los Angeles Times: “I mafiosi italiani bloccano i tentativi di ripulire mucchi di rifiuti tossici”

Riporto l’articolo del Los Angeles Times del 30 agosto dal titolo “I mafiosi italiani bloccano i tentativi di ripulire mucchi di rifiuti tossici” e se c’è qualcuno che ne sa qualcosa della malavita italiani questi sono gli americani. Ecco l’articolo:

I residenti della zona di Napoli hanno un tasso di cancro e di altre malattie più alto della media. Gli attivisti che combattono sono stati minacciati e i testimoni uccisi.

Raffaele del giudiceSanta Maria Capua Vetere, Italia - Raffaele del Giudice era un crociato. Chiuso in una giacca sportiva e una Fiat scassata, si aggirava per le discariche illegali del sud Italia, coprendosi il naso contro il fetore ed esponendo quello che lui considera il crimine ecologico del secolo.
Poi la gente ha cominciato a essere minacciata. Ostracizzata. Uccisa. Del Giudice ha disdetto la sua crociata.

Perché quando ti scontri con l’immondizia qui nella regione Campania, ti scontri contro una mafia potente e brutale conosciuta come Camorra. La Camorra, basata a Napoli, controlla l’importo, il trasporto e l’eliminazione di milioni di tonnellate di immondizia, un giro di affari estremamente lucroso nel quale il gruppo segue le sue regole, ignora le leggi sui rifiuti tossici e contamina quella che una volta era fertile terra agricola, campagna, foreste e fiumi.

A parte la sgradevolezza di tutto questo, prove suggeriscono ora che la spazzatura sta avvelenando la catena alimentare e potrebbe causare cancro, difetti al feto e altri problemi di salute. Del Giudice la chiama la Chernoyl d’Italia.

Ci sono altri simboli drammatici e putridi del persistente potere della mafia, e dell’impotenza – alcuni dicono volontaria – del governo di affrontarla. E’ quasi un cliché: Tony Soprano*, dopo tutto, si occupava di smaltimento rifiuti. (*personaggio di una serie televisiva, The Sopranos, sulla mafia italo-americana, N.d.T.)

Per la maggior parte dell’anno scorso, la Campania è stata soffocata sotto torreggianti montagne di spazzatura suppurante e non raccolta. Le discariche, legali e illegali, erano piene fino a debordare. Fino a quando squadre di pulizia si sono finalmente mosse in luglio, mari di spazzatura bloccavano strade e portoni, e inghiottivano marciapiedi e parchi. La Camorra periodicamente pagava ragazzini zingari per dare fuoco a porzioni dei rifiuti, creando scene dantesche di una terra a fuoco, villaggi e paesi pieni di fuoco tossico.

La piaga del sud Italia si è meritata sanzioni dall’Unione Europea e la condanna da organizzazioni internazionali sulla salute. Ha risvegliato violente proteste quest’anno e ha contribuito alla caduta del governo del Presidente del Consiglio Romano Prodi in primavera.

Questo non è un problema nuovo. Per più di 15 anni, con il governo che ha speso più di un miliardo e 300 milioni di euro e che ha nominato sette “zar della spazzatura”, il problema non è scomparso. Non si risolve perché i mafiosi, e i politici che tengono in pugno, non vogliono che lo sia.

“Per anni i rifiuti si sono accumulati, non è stato fatto niente per ripulirli, e le conseguenze sono letali.” dice Donato Ceglie, il principale Pubblico Ministero che si occupa della “eco-mafia” in questa regione. “Hanno avvelenato la terra. Hanno avvelenato l’acqua. E sta peggiorando. La spazzatura sta ancora arrivando.”

Il racket funziona così. Centinaia di fabbriche, complessi industriali e aziende di ogni tipo nel ricco nord Italia e in altre parti d’Europa contattano il mediatore per avere i loro rifiuti rimossi. Per ridurre i costi, questi mediatori si rivolgono a circa 20 ditte di smaltimento in Campania, quasi tutte, dicono i Pubblici Ministeri, controllate dalla Camorra.

La Camorra ha entusiasticamente reso il povero sud Italia la discarica del mondo, o almeno parte del mondo. Camion trasportano i rifiuti al sud di giorno e di notte, per tutto l’anno, e lo depositano principalmente in discariche illegali e senza regole.

Nessun tipo di spazzatura è troppo orrenda: scorie metallurgiche, liquami di concerie, pneumatici, frigoriferi e cucine economiche scartate, carcasse putride di animali, rifiuti medici – un nauseante pozzo nero di schifezze.

I camorristi hanno gradualmente cacciato via gli agricoltori e hanno ottenuto il controllo di sempre più terra, dove scaricano la roba. Ma la Campania si sta riempiendo.

E così la Camorra è diventata globale.

Enormi containers, che arrivano dalla Cina pieni di giocattoli scadenti e abbigliamento firmato falso, scaricano e poi si riempiono di spazzatura, dicono i Pubblici Ministeri. In un intervento della polizia di due anni fa, gli agenti della dogana hanno confiscato 9 mila tonnellate di rifiuti che erano stati messi di contrabbando su navi da carico, la metà destinate alla Cina.

Gli ambientalisti sono particolarmente preoccupati degli effetti sulla produzione del cibo e sulla salute. Sostanze tossiche sono filtrate dai rifiuti nelle falde acquifere, inquinando i ruscelli da cui le mucche e le pecore bevono e l’erba di cui si nutrono. Ancora più veleno viene vomitato nell’aria quando si brucia spazzatura.

La Campania ospita i greggi di bufale il cui latte è utilizzato per produrre la miglior mozzarella. Livelli inaccettabili di diossina, agente cancerogeno, sono stati trovati quest’anno in qualche mozzarella, minacciando l’esportazione di uno dei migliori prodotti italiani, un giro d’affari da 350 milioni di euro.

Gli scienziati continuano a studiare il nesso tra i rifiuti e la salute, ma stanno già indicando tendenze allarmanti, secondo l’Organizzazione Mondiale della Salute, incluso un tasso che eccede le norme regionali o nazionali per i cancri allo stomaco, reni, fegato e polmoni e anche malformazioni congenite. In alcune zone fra Napoli e la città di Caserta, i residenti hanno da due a tre volte più possibilità di sviluppare un cancro al fegato che quelli nel resto del paese, secondo il Consiglio Nazionale di Ricerca italiano.

Ad una delle molte proteste contro la spazzatura quest’anno, molte donne si sono avvicinate ai giornalisti per lamentarsi di quella che loro chiamano la piaga dei cancri e tumori che affligge le loro famiglie. Alcune hanno mostrato le fotografie di bambini malati, una donna ha mostrato le cicatrici di quella che lei ha descritto come un’operazione chirurgica per cancro alla tiroide.

Il disgusto pubblico è finalmente diventato tanto grande quanto la spazzatura e, con Del Giudice in testa, i cittadini hanno deciso di sconfiggere la Camorra e di tentare di reclamare la terra e di ristabilire una normale vita familiare.

Hanno installato recinti per reclamare la proprietà della campagna e bloccare i rilevamenti della Camorra. Gli agricoltori hanno organizzato mercati per vendere i loro prodotti e migliaia di residenti hanno considerato importante frequentarli. Le scuole hanno organizzato recite anti-mafia in classe.

“Vedere questo tipo di vita e di unità ha dato fastidio alla Camorra,” ha ricordato con soddisfazione Del Giudice, 40 anni, un ambientalista facilmente eccitabile con occhiali e una zazzera di capelli che si stanno ingrigendo.

Ha continuato ad aggirarsi per la campagna, concentrandosi nel cosidetto triangolo della morte fra Napoli e Caserta, un’area dove lui è nato e dova la sua famiglia una volta coltivava la terra. Ha documentato le discariche abusive e l’orripilante inquinamento, fotografando segretamente quello che scopriva. E’ stato il protagonista di un documentario che raccontava le sue scoperte e ha raccolto testimonianze di agricoltori assediati e residenti disgustati.

Si stava creando lo slancio, e Del Giudice e i suoi compagni attivisti si aspettavano che la polizia e gli ufficiali statali gli dessero sostegno nella sfida alla Camorra.

Invece, apparentemente la Camorra decise di prendere l’iniziativa. Killer della mafia cominciarono a eliminare sistematicamente diverse persone che stavano cooperando con i magistrati in indagini contro la Camorra. Quattro persone furono uccise nel giro di poche settimane, fra cui l’uomo d’affari Michele Orsi.

Orsi gestiva una compagnia di smaltimento dei rifiuti e lavorava con la Camorra. Ma dopo anni al soldo dei mafiosi e a dover prendere ordini da loro e dai loro padroni politici, ha deciso di diventare un pentito per lo stato. E’ stato ucciso da una raffica di 18 proiettili poco prima di testimoniare in tribunale su presunti legami fra la Camorra e i politici.

L’intimidazione degli agricoltori e degli altri che stavano lavorando con Del Giudice è stata più subdola. Gli agricoltori arrivavano nei loro campi e trovavano alberi abbattuti nel corso della notte, o macchinari distrutti. Uomini armati sparavano contro fienili e serre.

Diversi agricoltori e residenti apparsi nel documentario con Del Giudice sono scappati dalla regione, abbandonando le loro proprietà; altri hanno visto i loro affari ridursi a zero.

Si rivolsero a Del Giudice: tu ci hai promesso che saremmo stati aiutati; ci hai mentito. E Del Giudice ha ricevuto avvertimenti passati attraverso conoscenze: stai lontano.

“E’ la mia terra, sono nato qui, e adesso mi viene detto che non ci posso andare,” ha detto, sull’orlo delle lacrime, nel suo disordinato ufficio di Napoli, dov’è il capo regionale del gruppo ambientalista Legambiente. “Non è solo paura; è avvilimento.”

La Camorra ha sofferto una grande scnofitta. Una corte di appello di Napoli ha confermato sentenze a vita per quattro dei maggiori boss di uno dei gruppi più potenti della Camorra, concludendo una indagine di dieci anni chiamata Operazione Spartacus.

Ma pochi qui pensano che farà molto per rallentare le attività della Camorra. Ci sono già altri mafiosi pronti a prendere il posto di quelli che vanno in prigione.

“La Camorra mi ride dietro adesso,” ha detto Del Giudice. “Hanno vinto”.

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Anche in Europa cittadini scippati del diritto a decidere!

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Prima delle prossime elezioni europee previste per il 2009 l’Europa sarà chiamata ad approvare il prossimo trattato sulla <strong>Costituzione Europea</strong>

I manifestanti che vedi nel video qui sopra chiedono che per approvare la Costituzione Europea sia indetto un<strong> referendum</strong>

Per questo motivo è partita la campagna X09.eu  che ha come obiettivo quello di raccogliere in Europa delle firme per un referendum sul prossimo trattato europeo.

X09.eu é il passo successivo di una <a href=”http://x09.eu/fileadmin/user_upload/OpenLetterRef.pdf”>lettera aperta</a> che 10 deputati di diversi schieramenti politici del Parlamento europeo hanno inviato ai Primi Ministri in seguito al Summit di Berlino del 25 marzo 2007.  La lettera é stata firmata dai seguenti deputati:
<ul>
<li>Anna Zaborska, Slovacchia (PPE)</li>
<li>Panayiotis Demetriou, Cipro  (PPE)</li>
<li>Max van den Berg, Olanda (PSE)</li>
<li>John Attard-Montalto, Malta (PSE)</li>
<li>Diana Wallis, Regno Unito (ALDE)</li>
<li>Silvana Koch-Mehrin, Germania (ALDE)</li>
<li>Ryszard Czarnecki, Polonia (UEN)</li>
<li>Gérard Onesta, Francia (GREENS/EFA)</li>
<li>Tobias Pflueger, Germania (GUE)</li>
<li>Jens-Peter Bonde, Danimarca (IND/DEM)</li>
</ul>
Mi spiace notare che tra i promotori dell’iniziativa non ci sia neanche un italiano ed è per questo che chiedo a tutti i frequentatori del mio blog di firmare la petizione on line qui: <a href=”http://x09.eu/it/sign/” target=”_”>http://x09.eu/it/sign/</a>

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Fini Garante? … Ma mi faccia il piacere dipende da ciò che si dice!!!

Antonio Di Pietro con l’Italia dei valori è l’unica opposizione rimasta in Parlamento, la sinistra, quella che si richiama ancora a valori come la tolleranza la solidarietà il rispetto per le diversità è stata cancellata dagli elettori… L’altra si è cancellata da sola!
Veltroni assicura il dialogo e la collaborazione al Governo mentre Berlusconi dichiara che accoglierà le proposte e le istanza del Governo ombra….
Ma cos’è il paese delle favole?
Cappuccetto Rosso ha domato il Lupo Cattivo o è il contrario?
Bah, in tutto ciò ecco già spuntare il primo neo:
Gianfranco Fini, ieri, nella sua funzione di neo presidente della camera rispondendo a Di Pietro che chiedeva di poter esprimere il suo intervento senza essere interrotto e sovrastato dai fischi della maggioranza ha spiegato: “dipende da ciò che si dice”

Bè ora siamo più tranquilli un’identità almeno la destra ancora ce l’ha!

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lunedì 7 aprile saranno passati 32 anni dall’assassinio di Mario. Saremo ancora in piazza a Primavalle.

Municipio Monte Mario – Roma 19

Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

Il capogruppo

COMUNICATO STAMPA

PIAZZA MARIO SALVI: lunedì 7 aprile saranno passati 32 anni dall’assassinio di Mario. Saremo ancora in piazza a Primavalle.

Dichiarazione di Claudio Ortale capogruppo del Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea nel Municipio Roma 19 – Monte Mario

Roma, 4 aprile 2008. Il 7 aprile di trentadue anni fa il giovane compagno Mario Salvi veniva assassinato a via degli Specchi dai colpi di pistola sparati dall’agente carcerario Velluto.

Mario era un compagno di soli 19 anni e come tanti e tante stava in piazza a protestare contro la condanna definitiva dell’anarchico Giovanni Marini.

L’agente carcerario Velluto stroncò la vita di “Gufo” (questo era il soprannome di Mario) con un colpo alla nuca sparatogli alle spalle.

Mario Salvi era un giovane proletario ed antifascista di Primavalle che faceva militanza politica alla luce del sole all’interno dei gruppi dell’allora sinistra extraparlamentare.

Così come per tutti gli altri compagni e compagne caduti, alcuni anche nel nostro municipio, nella lotta quotidiana per un mondo totalmente diverso, torneremo nuovamente a primavalle in piazza Mario Salvi nel pomeriggio di lunedì prossimo.

E come per Giorgiana, Francesco, Walter, Valerio, Dax, Renato e tutti quanti gli altri compagni ammazzati:

“Non un nome su di una via ma su tutte le vie e su tutte le piazze”.

Claudio Ortale

(capogruppo PRC-SE Municipio Roma 19)

Gruppo Consiliare del Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea – Municipio Roma 19

cellulare 3396778781 – e.mail: clagruppoprc@hotmail.com

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Sostengo il movimento dei meetup di Grillo” nonostate tutto

Ho ritirato la mia candidatura al Comune di Roma nella lista civica di Beppe Grillo, e dunque non è una contraddizione dichiarare di sostenere il movimento nonostante tutto?

No, secondo me non è una contraddizione.
Non sono contro il movimento meraviglioso che sta nascendo. Il mio non era un attacco indifferenziato a tutte le liste.
Conosco il lavoro portato avanti da anni dalla lista di Pescara e so che si tratta di un lavoro in cui molti credono ed in cui si impegnano da anni!
Purtroppo a Roma non siamo stati capaci di esprimere l’unità necessaria alla buona riuscita della lista che nonostante i grandi sforzi di molti e la buona volontà di tutti ha finito con il rivelare una buona dose di ingenuità ed inesperienza cercando di chiudersi a riccio intorno ad un piccolo gruppo di alacri lavoratori che, difendendo il lavoro effettuato fino a questo momento hanno finito per dare l’impressione di essere altamente antidemocratici e di vole imporre le proprie decisioni ad un gruppo ampio che si è sentito di fatto escluso.
La discussione nel meetup di Roma è sotto gli occhi di quanto abbiano la voglia e la pazienza di vederla e certamente non sfuggirà ai partiti politici che cercheranno di sfruttarla a proprio vantaggio…
Ciò che vorrei sottolineare però è appunto il tentativo, anche maldestro di essere aperti e limpidi.

Sul NonSoloGrilli, che ora appare come il meetup del “liberi pensatori” o dei “dissidenti” oltre a cercare di fare un’analisi dei fatti si sta procedendo alla decisione di una nuova modalità d’azione con la nomina di un organizer che rappresenti tutto il gruppo degli assistent

inserito anche questo commento nel post di oggi di Beppe Grillo

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Sostengo il movimento dei meetup di Grillo” nonostate tutto

Ho ritirato la mia candidatura al Comune di Roma nella lista civica di Beppe Grillo, e dunque non è una contraddizione dichiarare di sostenere il movimento nonostante tutto?

No, secondo me non è una contraddizione.
Non sono contro il movimento meraviglioso che sta nascendo. Il mio non era un attacco indifferenziato a tutte le liste.
Conosco il lavoro portato avanti da anni dalla lista di Pescara e so che si tratta di un lavoro in cui molti credono ed in cui si impegnano da anni!
Purtroppo a Roma non siamo stati capaci di esprimere l’unità necessaria alla buona riuscita della lista che nonostante i grandi sforzi di molti e la buona volontà di tutti ha finito con il rivelare una buona dose di ingenuità ed inesperienza cercando di chiudersi a riccio intorno ad un piccolo gruppo di alacri lavoratori che, difendendo il lavoro effettuato fino a questo momento hanno finito per dare l’impressione di essere altamente antidemocratici e di vole imporre le proprie decisioni ad un gruppo ampio che si è sentito di fatto escluso.
La discussione nel meetup di Roma è sotto gli occhi di quanto abbiano la voglia e la pazienza di vederla e certamente non sfuggirà ai partiti politici che cercheranno di sfruttarla a proprio vantaggio…
Ciò che vorrei sottolineare però è appunto il tentativo, anche maldestro di essere aperti e limpidi.

Sul NonSoloGrilli, che ora appare come il meetup del “liberi pensatori” o dei “dissidenti” oltre a cercare di fare un’analisi dei fatti si sta procedendo alla decisione di una nuova modalità d’azione con la nomina di un organizer che rappresenti tutto il gruppo degli assistent

inserito anche questo commento nel post di oggi di Beppe Grillo

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Ho ritirato la mia candidatura con la lista di Beppe Grillo di Roma!

E’ stato martedì mattina ma ne scrivo solo ora perchè ora ho la mente sgombra e l’animo placato.

La tempesta della rabbia e della lotta per la difesa della mia identità e dei miei valori si è sedata, le maree emozionali stanno rientrando e la mia ragione ora prevale su tutto.

Mi ero candidata con la lista civica del meetup “Amici di Grillo” di Roma accettando l’invito di un amico, che non so più in realtà se ora, alla luce di quanto è accaduto da lunedì sera ad oggi, mi consideri ancora amica.

Sarà probabilmente difficile per un esterno ai meetup capire molte delle cose che dirò in quanto le nostre modalità interazione sono al quanto diverse sia da quelle delle comunità puramente virtuali sia da quelle delle associazioni “reali”, e dunque mi scuso fin d’ora se non riuscirò a far completamente luce sui fatti rimandando a interventi fatti altrove per una maggiore comprensione

Ma veniamo alla cronaca dei fatti scanditi dai post inseriti sui due meetup di Roma di cui faccio parte: NonSoloGrilli in cui sono assistent e Grilli Romani in cui sono semplicemente iscritta da tanto, tanto tempo, più di due anni e mezzo e per un forum è moltissimo!

Il 18 febbraio al Linux club di via libetta zona San Paolo a Roma si era svolta l’assemblea di tutti i gruppi di lavoro per la lista civica che sarebbe dovuta nascere dal meetup, con la partecipazione e la cooperazione di più meetup di Roma. Avevo partecipato alle riunioni dei gruppi poco e male per impossibilità di tempo non per cattiva volontà, ma sono una donna, madre di due figli, piena di problemi di organizzazione pratica e anche finanziari ultimamente… non ho potuto partecipare dunque come avrei voluto ma mi sentivo parte del movimento, volevo fortemente portare il mio punto di vista, dare il mio appoggio

il 19 febbraio mi sono candidata come consigliere comunale con questa dichiarazione:

“Quello che mi piacerebbe fare è dare un’immagine VERAMENTE diversa del nostro modo di far politica, che non solo sorga dal basso ma che consideri un vincolo la volontà degli elettori e mantenga con loro uno strettissimo legame.
Credo che la politica istituzionale sia caduta tanto in basso proprio perchè la distanza tra gli elettori e gli eletti è tale da non consentire nessun tipo di controllo da parte dei primi sui secondi, vorrei, in qualche modo, ripristinare una moralità della politica che passi appunto dal diritto di espressione e partecipazione di tutti i cittadini nelle istituzioni”
.

Ho girato subito la notizia della mia candidatura anche sul board di NonSoloGrilli chiedendo il loro parere più che il loro appoggio e dove inizia da subito un serio confronto nel merito di una mia nota polemica inserita alla fine del post dove mi dichiaro in disaccordo con il nascente partito politico o meglio con il suo direttivo che aveva dichiarato apertamente alla riunione della sera precedente di avere sulla lista il diritto dell’ultima parola…

Nelle discussioni on line e dal vivo dei giorni successivi mi rendo sempre più conto che i miei tentativi di richiamare la lista civica ad una maggiore democraticità interna vengono assolutamente lasciati cadere nel silenzio, sia on line che dal vivo. Alla fine mi sento molto scoraggiata, ho l’impressione di essere finita in un posto dove si “predica bene e razzola male”, alla mia amica Monica, in extremis viene un’idea che reputo geniale e che forse potrebbe valere la mia permanenza nella lista perchè la lista e il partito sorto dal meetup di Roma mi avrebbero dimostrato accettandola di voler prendere finalmente una strada che ci portasse verso la VERA democrazia e la partecipazione di tutti.

La proposta forse era pretestuosa, formale, ma secondo me avrebbe potuto dare un forte segnale di apertura chiedendo contemporaneamente la legittimazione ad essere “la lista del meetup”.

Lunedì 25 partecipo alla riunione alLinux con Francesca e Monica per portare la nostra proposta e per mantenere la mia “onestà intellettuale” essendo nei fatti ciò che dichiaro da sempre: TRASPARENTE nelle azioni quanto nei pensieri e nelle dichiarazioni.

Non credo di aver messo alcun tono di aggressione nelle mie parole esponendo la richiesta alla platea, non credo di aver insultato nessuno, ho solo fatto notare, come già molti facevano sul board da giorni, che la nostra lista civica non aveva che la limpidezza e l’onestà da mettere sul piatto della bilancia, non aveva che la dignità di essere ciò che si dichiara di essere, quello che chiedevo era l’approvazione e la fiducia di tutto il meetup ad un operato non corretto giustificandolo con la fretta e con l’inesperienza quello che chiedevo era il sostegno del gruppo meetup, tutto, non del sottogruppo di quelli che si erano aggregati per portare avanti il progetto lista civica presenti quella sera.

Avrei voluto un’elezione che legittimasse il nostro operato, anche sbagliato. Hanno trovato questa proposta un affronto, hanno pensato che fosse solo un espediente per deleggittimare la lista… ma io nella lista avevo messo la mia faccia, avevo dato i miei documenti, avevo messo a loro disposizione il mio curriculum, non volevo sfasciarla, volevo tentare di raddrizzare una stortura in modo tale da avere una forma di legittimazione in ciò che stavo facendo.

Trovo gravissime le risposte e gli atteggiamenti successivi di assoluta chiusura e a difesa di una decisione già presa ed irrevocabile: il partito socialista da cui nel 1920 è nato il fascismo è nato su premesse di minore chiusura e autoritarismo.

Mi è dispiaciuto moltissimo doverne essere testimone oculare.

La sera stessa ho ritirato ufficialmente la mia candidatura nella lista ed il giorno dopo l’ho comunicato al meetup

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Per esportare la democrazia piovono bombe dal cielo a Musa Qala in Afganistan

Non ha bisogno di commenti la mail che ho ricevuto da Emergency, precisamente dall’ospedale di Lashkar-gah:

Diranno che si trattava di feroci talebani, e che la grande operazione iniziata tre giorni fa a Musa Qala in Afganistan era inevitabile.

Diranno quanti nemici hanno ucciso e (forse) quanti civili sono rimasti coinvolti “per errore”. Oppure non diranno niente, tanto non ci sono testimoni, la’. Degli abitanti di Musa Qala, qualcuno ha raccattato le proprie cose ed è scappato sulle montagne. Qualcun altro è sceso qui in città. I più, non avendo dove andare o di che sopravvivere, non si sono mossi. Abdullah, sette anni, è uno di loro.
E’ arrivato oggi con suo padre nell’ospedale di Emergency a Lashkar-gah. Passeggiava con il fratellino quando è piovuta una bomba dal cielo. Le schegge hanno maciullato le gambe del fratello: amputate entrambe. Anche Abdullah ha perso una gamba. E chi lo spiega, a lui e alla gente del suo villaggio, che e’ per il loro bene? Che vengono massacrati in nome della pace e della democrazia?

Per approfondimenti sull’attivita’ di Emergency in Afganistan:

http://www.emergency.it/menu.php?A=002&SA=007&ln=It

Per sostenere le attivita’ di Emergency:

http://www.emergency.it/menu.php?A=004&SA=021&P=177&ln=It


INIZIATIVE IN ITALIASport e solidarieta’: la maglia del ‘Raptor’ Andrea Bargnani su eBay a favore di Emergency

Andrea Bargnani, il cestista italiano dei Toronto Raptors, ha scelto i sostenere Emergency regalando la maglia che lo ha visto protagonista al debutto stagionale in Campionato NBA. La maglia verrà messa in asta dal 12 al 19 dicembre sul sito www.ebay.it.

Un’imperdibile occasione per tutti i fan del “Mago” che potranno aggiudicarsi la maglia autografata nr. 7 con la quale il campione ha affrontato lo scorso 31 ottobre i 76ers di Philadelphia. Durante la partita, Bargnani ha realizzato ben 20 punti, portando i Raptors alla vittoria per 106 a 97.

Ancora una volta lo sport si unisce alla solidarietà e, grazie al team del campione e a eBay, sceglie di sostenere il più recente tra i progetti di Emergency in Afganistan. Tutto il ricavato dell’asta sarà infatti destinato al Centro chirurgico Tiziano Terzani di Lashkar-gah, aperto nel 2004 nel sud dell’Afganistan. Il Centro chirurgico di Lashkar-gah ha finora garantito assistenza sanitaria di alta qualità gratuita a oltre 40 mila persone in un’area tuttora martoriata dalla guerra.

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MILANO/ROMA

Mercatini di Natale

A Milano il mercatino si terra’ fino al 23 dicembre in via Bagutta, 12: il lunedì dalle 16.30 alle 19.30 e dal martedì alla domenica dalle 10.30 alle 19.30.

Oggetti di design, delizie gastronomiche, vini per intenditori, tessuti per la casa, candele artigianali, tappeti realizzati dalle donne che partecipano al laboratorio Emergency in Afganistan, spezie dal Kurdistan, cesti del Sudan, sete dalla Cambogia, abbigliamento, prodotti cosmetici, giochi in legno e libri per i piu’ piccoli ed ancora “la stanza del decoupage” e l’angolo degli oggetti creati da “Cucire per Emergency”, un gruppo di volontarie dell’associazione che propongono oggettistica e accessori moda.

A Roma, il mercatino si terra’ fino al 23 dicembre a piazza Mastai 9: dalla domenica al giovedì dalle 11.00 alle 20.00, il venerdì e il sabato fino alle 23.00. Accanto a tessuti ed oggettistica etnica, saranno disponibili alimenti biologici, vini, dolci, e profumatissimi te’ con i quali si potranno realizzare anche cesti natalizi per tutti i gusti. Prenotazioni e info via mail a cestidinatale.roma@emergency.it.

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MILANO fonte: Claudia Rivalta

Milano: Il Tempio d’Oro festeggia i 25 anni!

Domenica 16 dicembre Il Tempio d’Oro, locale di Milano dove Emergency è nata, festeggia i 25 anni e la pubblicazione del libro IL TEMPIO SIAMO NOI; parte del ricavato di questa vendita sosterrà i progetti di Emergency. I volontari del gruppo Emergency Milano di Zona 3 saranno inoltre presenti con un banchetto informativo e di raccolta fondi dalle ore 19. Appuntamento in via delle Leghe 23, Milano (MM Pasteur).

Per ulteriori info: www.altempiodoro.it, tel. 02 26145709; emergencymi3@gmail.com

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VALLE D’ITRIA (TA) fonte: Carmine Simeone

Giovedì 20 a Palagiano (TA) alle ore 17:30 l’associazione “Open Mind” con il patrocinio del Comune di Palagiano organizza, nell’auditorium comunale, l’allestimento delle mostre fotografiche di Emergency “prima le donne e i bambini” e “La guerra com’è” con un incontro pubblico di presentazione a cui parteciperanno il Sindaco di Palagiano Rocco Ressa e Carmine Simeone volontario di Emergency. La mostra sarà visibile da giovedì 20 a domenica 23

info: emergency_martinafraca@yahoo.it
328 7221897 – 328 6990572

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SAVONA fonte: Emiliana Magliano

Concerto per Emergency

Il Circolo Mandolinistico “G. Verdi” di Savona organizza un concerto che si svolgerà giovedì 20 dicembre 2007, alle ore 21, presso la Cappella Sistina a Savona, con ingresso ad offerta libera a favore di Emergency. Saremo presenti con banchetto informativo e gadgets.

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PISTOIA fonte: Francois Pesce

A cena per il Sudan, precisazione.

La cena si terra’ lunedi’ 17 dicembre, alle ore 20.00, presso il circolo ARCI di Barile (via Provinciale Lucchese 162).
Il Gruppo Territoriale di Pistoia organizza una cena di raccolta fondi per il progetto adottato dai gruppi territoriali del coordinamento toscano, denominato “La Toscana per il Sudan”.

Per info e prenotazioni xcoleix@yahoo.it o
www.emergencypistoia.splinder.com

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SESTO SAN GIOVANNI (MI) fonte: Viviana Guaraldo

Mercatino Natalizio di beneficenza

Il circolo Nuova Torretta organizza in collaborazione con Bludiboemia un mercatino a favore di Emergency i giorni 22 e 23 dicembre orario 11:00-19:00 presso la sede del circolo via Saint Denis, 102 (Sesto S.G.).

Buona parte del ricavato sarà devoluto a sostegno del nuovo centro di cardiochirurgia “Salam” in Sudan. Il gruppo Emergency di Sesto San Giovanni sarà naturalmente presente all’iniziativa con un banchetto informativo e gadgets.

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ROMA fonte: Nicola Tarantino

Quattro eventi a Natale: 15, 16, 21, 22 dicembre a Roma

Tutti gli eventi presso la sede del mercatino natalizio di Roma. Allestimento di mostre fotografiche e pannelli informativi.
Ingresso liberoSabato 15, ore 18

Afganistan 2007: un milione di storie (non) bastano? Il rientro di Emergency, la guerra e l’informazione. La voce e le immagini di chi ancora prova a raccontare la guerra, le testimonianze del personale in missione. Incontro con Duilio Giammaria, Fabrizio Lazzaretti, e il personale Emergency al rientro da una missione.

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